Le indagini di Lolita Lobosco, la nuova fiction Rai

Gabriella Genisi si è ispirata al commissario Montalbano per realizzare un personaggio intelligente e indipendente:

È Lolila Lobosco, la protagonista della nuova fiction in arrivo domenica 21 su Rai1. Liberamente tratta dai libri della scrittrice pugliese Gabriella Genisi (editi da Sonzogno e Marsilio) la prima stagione de “Le indagini di Lolita Lobosco” è composta da quattro puntate in prima serata, dirette da Luca Miniero (“Benvenuti al Sud”), interpretata da Luisa Ranieri (“Napoli velata”, “Luisa Spagnoli”) affiancata da Filippo Scicchitano, Paolo Briguglia e Lunetta Savino fra le vie di Bari, prodotta da Bibi Tv e Zocotoco.

Lolita è una donna del Sud, mediterranea, vivace, empatica e single in carriera; vicequestore del commissariato di polizia a Bari, sua città natale dov’è appena tornata dopo un lungo periodo di lavoro nel Nord Italia. A capo di una squadra di soli uomini per essere autorevole Lolita non ha bisogno di castigare la sua innata sensualità. In un mondo ostinatamente governato dai maschi come quello dell’investigazione e della giustizia. Se nella sfera pubblica è affiancata dai devoti e anche un po’ innamorati attendenti Forte ed Esposito, il suo mondo privato è tutto al femminile: la madre Nunzia e la sorella Carmela con le quali ha un rapporto spinoso ma ugualmente
affettuoso e l’amica magistrato Marietta, sposata e madre, segretamente invischiata in amorazzi e avventure extraconiugali. È proprio Marietta a presentarle il giornalista Danilo, bellissimo e quasi trentenne. Malgrado le
profonde resistenze della donna, vista soprattutto la differenza d’età, tra i due nasce un’appassionata liaison, che farà interrogare Lolita su cosa significhi, per una professionista come lei, mettersi in gioco nella vita senza vergognarsi
dell’amore.

Lolita Lobosco è protagonista di otto romanzi che si muovono sul filo fra commedia e giallo, ed «è nata per colmare una lacuna narrativa», afferma l’autrice (barese, classe ‘65). Il racconto di una donna del Sud nella sua complessità, nella forza, nella debolezza, che non intende fingere di essere uomo. Ostenta il suo orgoglio di essere donna, con le prerogative di sensibilità, cura, maternità, che da sempre sono considerate prerogativa del genere femminile

“Le indagini di Lolita Lo Bosco” è un’occasione sprecata di smontare quei luoghi comuni e abitudini di pensiero sottilmente misogine che ancora resistono nella fiction italiana. Una Bari da cartolina illustrata, dialoghi imbarazzanti e il seno della protagonista sempre in bella mostra. Personaggi affatto privi di qualsivoglia spessore. E taciamo sugli errori grossolani in tema di procedimento penale e di come una risorsa importante, come quella della narrazione del territorio, venga qui declinata in maniera a dir poco infantile. Insomma tutto troppo banale, alcuni tratti anche troppo fantasioso e poco realistico.

Autore dell'articolo: Elena Giunti