Venezia 77, il programma della settimana della critica

La sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani rilancia il cinema italiano

La Mostra interazionale del cinema di Venezia. che quest’anno si terrà dal 2 al 12 settemnbre, ha annunciato il programma completo della 35esima Settimana della Critica, una sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani : la line-up è composta da una selezione di sette opere prime in concorso cui si aggiungono due eventi speciali, e tutti i film selezionati saranno presentati in anteprima mondiale.

La selezione è stata curata dal Delegato Generale della SIC Giona A. Nazzaro con i membri della commissione di selezione Paola Casella, Simone Emiliani, Beatrice Fiorentino e Roberto Manassero. Si parte con  The Book of Vision del regista italiano Carlo S. Hintermann, nel quale il mondo e il cinema sono immaginati come un rito delle origini e autentico desiderio di palingenesi. Si chiude con The Rossellinis di Alessandro Rossellini, La saga della famiglia di Rossellini evocata da uno sguardo affettuoso e disincantato. I film in concorso, 50 Or Two Whales Meet At The Beach (Mex) di Jorge Cuchí, Ghosts (Turk-Qat) del regista Azra Deniz Okyay, Thou Shalt Not Hate (It-Pol) di Mauro Mancini; Bad Roads (Ukr) di Natalya Vorozhbyt, Shorta (Den) di Anders Ølholm, Frederik Louis Hviid; Topside (US) dei registi Celine Held e Logan George e infine The Flood Won’t Come (Lith) di Marat Sargsyan.

Tra gli eventi speciali, Zombie di Giorgio Diritti nella sezioneItalian Short Cinema, realizzato in chiusura del corso di sceneggiatura e regia curato da Giorgio Diritti per la Fondazione “Fare Cinema” di Marco Bellocchio, questo progetto ha preso vita tra le strade di Bobbio, in sei giorni di riprese, nel mese di novembre 2019.

Il film Non odiare, diretto da Mauro Mancini, è la storia del chirurgo Simone Segre (Alessandro Gassmann), che durante una notte si ritrova a dover prestare i primi soccorsi a un uomo coinvolto in un incidente automobilistico. Nonostante il guidatore sia gravemente ferito, Simone fa fatica ad assisterlo quando vede tatuata sul torace dell’uomo una svastica. Il chirurgo, infatti, è di origine ebraica e suo padre è stato deportato durante la Seconda guerra mondiale. Scosso da questa immagine, Simone si rifiuta di prestare all’uomo i primi soccorsi, complice il fatto che nessuno lo ha visto sul luogo dell’incidente. Accetta così di farlo morire.
tutto contenuto in un dolore misurato che lo sguardo della regia trasforma sapientemente in una possibilità di
rinascita.

 

Autore dell'articolo: Monica Straniero