Criminali come noi, la rivincita dei perdenti

Un film inoffensivo nei confronti di un sistema che resiste a ogni tentativo reale di cambiamento ma ne rivela tuttavia le storture e le coperture.

È stato un anno intenso per i film sulla rivolta di classe. Da Parasite a Hustlers, il tema della classe operaia che combatte contro le élite privilegiate risuona con un pubblico sempre più in sintonia con le crescenti divisioni economiche in tutto il mondo. Con °Criminali come noi°, l’Argentina si unisce al coro con un film ambientato nel 2001, ai tempi in cui la crisi economica ha mandato in bancarotta milioni di persone gettandole nella disperazione.

Sebastián Borensztein (regista di Kóblic, Chinese Take-Away) dirige il protagonista Borensztein Ricardo Darín (già visto in Tutti sanno, Il segreto nei loro occhi) nei panni di un moderno Robin Hood a capo di una squadra composta da individui più disparati per sfidare il sistema di potere.

In bilico tra tragedia commedia, il film avanza velocemente attraverso una catena di eventi che ci trascinano verso una finale esplosivo. Ci troviamo ad Alisa, una piccola cittadina nel cuore dell’Argentina senza molte prospettive. Nel tentativo di risollevare le sorti dell’economia locale, Fermin Perlassi (Darín), una stella del calcio in pensione, decide di mettere in piedi una cooperativa agricola, insieme alla moglie Lidia e l’amico Antonio, portati in scena da Veronica Llinas e Luis Brandoni, e con il supporto di Carmen, una locale donna d’affari con il volto di Rita Cortese.

Ben presto il trio si accorge che il silos costa ben oltre le previsioni e decidono di coinvolgere amici che condividono la loro iniziativa imprenditoriale. Il gruppo raccoglie 160.000 dollari americani ma non essendoci nessuna banca ad Alsina, i Perlassi devono depositare il loro denaro nella vicina Villagrán. Il nemico da affrontare è l’operatore di banca Alvarado che li convince a depositare i soldi nel suo conto corrente. Ma il disastro è dietro l’angolo. Il 19 dicembre 2001, il governo argentino annuncia il famoso corralito. Milioni di argentini si ritrovano con i loro conti correnti bloccati dall’oggi al domani senza possibilità di disporre liberamente dei propri soldi. Nel giro di breve tempo Femin e gli altri scoprono di essere non soltanto le vittime del dissolvimento della struttura finanziaria del loro paese, ma anche il bersaglio della truffa orchestrata da un avvocato e un direttore di banca senza scrupoli che li hanno raggirati per approfittare della situazione.Virando verso l’heist movie, il film racconta le peripezie di una banda di personaggi stravaganti che escogitano un piano per riprendersi i soldi.

Mentre ricorda Ocean’s Eleven, Criminali come noi” , al cinema dal 20 febbraio con Bim Distribuzione, rimane inoffensivo nei confronti di un sistema che resiste ad ogni tentativo reale di cambiamento ma ne rivela tuttavia le storture e le coperture. L’impegno eroico di uomini e donne comuni che uniscono le loro forze per rimpossessarsi di quello che spetta loro di diritto diventa una evasione catartica sui perdenti che riescono a realizzare una società equa su piccola scala. Pura fantasia ma vale la pena crederci.

Autore dell'articolo: Monica Straniero