La Cavea dell’Auditorium sold out e in trepidazione per il grande ritorno dei Take That

Il 2019 segna il 30° anniversario per la carriera dei Take That. Per celebrare il loro traguardo la band ha iniziato un grande tour per riproporre dal vivo le loro amatissime hits.

La loro musica, senza tempo, ha conquistato milioni di fan, pronti ad accoglierli in piedi, tra lacrime di commozione, urla e sorrisi. Alcuni erano increduli di avere finalmente, dopo tanta attesa, i loro beniamini avanti agli occhi, proprio lì, su un palco, a pochissima distanza. Dopo l’ottima accoglienza del primo concerto italiano a Lucca, il 29 giugno, con una Roma in festa per i suoi patroni San Pietro e Paolo, il trio inglese ha richiamato il pubblico delle grandi occasioni alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, sold out per l’occasione, nell’ambito del ricco programma del Roma Summer Fest. Il concerto dei Take That è stato celebrato come una vera e propria festa, alla quale hanno partecipato con entusiasmo oltre 3.000 persone. Tutti uniti da un unico filo conduttore: la musica e la passione per canzoni e musica intramontabili, brani che lasciano il segno, impressi per sempre nella mente e nel cuore di chi non ha paura della nostalgia e di qualche vecchio ricordo che ogni tanto fa bene scovare. La cosa sorprendente è la media d’età del pubblico, diversamente da come si potrebbe pensare, non c’erano solamente persone adulte, ma anche giovani sui 25-30 anni che si sono appassionati a questo gruppo e che non hanno perso l’occasione di riascoltarli o ascoltarli per la prima volta live. I loro successi sono entrati nelle case della gente quando ancora il mondo dei social non aveva preso il sopravvento. È con la loro briosità, effervescenza e immancabile professionalità che il trio inglese sale sul palco e canta senza sosta i migliori successi e non solo, alternando anche simpatici balletti che hanno mandato in crisi parecchie donne spettatrici. Il pubblico non si è seduto neanche per un minuto, alcuni avevano tra le mani palloncini bianchi e verdi, che agitavano a ritmo, altri dei fogli che mostravano a destra e sinistra con su la scritta “Grazie”. Persino gli addetti alla sicurezza sembravano partecipi di questa festa, concerto con cui i Take That hanno chiuso, come di routine, il loro tour. Oggi i Take That non sono più cinque, ma tre (Mark Owen, Gary Barlow e Howard Donald), eppure continuano ugualmente a macinare successi e concerti sold out, tanto da celebrare nel 2019, con il Greatest Hits Tour, i 30 anni di carriera. Quando un brano supera il banco di prova dei venti/trent’anni e ancora suona fresco e attuale, si è verificato un piccolo miracolo. Il concerto è iniziato alle 21.05 con la sigla introduttiva del tour, per entrare nel vivo con la gioiosa Shine, accompagnata da una cascata di coriandoli bianchi.  Le ballad Babe e A Million Love Songs vengono eseguite da Gary Barlow al pianoforte, in un momento di grande coinvolgimento emotivo e di comunanza con gli spettatori dell’Auditorium, per non parlare di Back for good, il capolavoro dei Take That, una canzone che è ancora oggi lascia un brivido sulla pelle. Donald saluta con affetto il pubblico «Grazie per averci sostenuto e supportato per ben 30 anni. L’Italia ci ha accolto subito con affetto fin dall’inizio degli anni ’90, è un piacere esibirci qui. Roma è una città bellissima, ne siamo innamorati» Howard invece chiede al pubblico se il suo outfit può andare bene, ringrazia Dolce e Gabbana per la scelta accurata. Gary Barlow poi, prima di cantare Patience l’annuncia dicendo che è da sempre una delle canzoni più amate dal pubblico, un invito a rialzarsi dopo una storia d’amore finita male, uno status in cui un po’ tutti possiamo immedesimarci ed emozionarci, infatti non sono mancate le lacrime di molti presenti. Un brano molto delicato ma al tempo stesso pieno di speranza “Then maybe all the pain will stop. I really wanna start over again”. Ed ecco che chi era riuscito a trattenere le lacrime fino alla fine, non può fare a meno di emozionarsi e commuoversi sulle note della meravigliosa Rule The World accompagnata dalle torce dei cellulari e accendini, rendendo l’atmosfera della Cavea ancora più magica, un capolavoro che non potrà mai esser dimenticato e che lascia quella sensazione di tristezza e felicità allo stesso tempo. I Take That così, in una notte di inizio estate realizzano il sogno di tanti, sempre con umiltà e simpatia e senza tralasciare i dettagli.

Foto da Facebook https://www.facebook.com/takethat/photos/pcb.10157351889874919/10157354026019919/?type=3&theater

 

Autore dell'articolo: Rosy Della Ragione