Meglio gay che immigrato illegale. Parola del regista Tarek Boudali

Il film di Tarek Boudali racconta con ironia temi attuali come la migrazione, i matrimoni gay e la cittadinanza

Cosa saresti disposto a fare per la felicità del tuo migliore amico? Fred (Philippe Lacheau) è arrivato fino all’altare per Yassine (Tarek Boudali). O, per meglio dire, fino agli uffici comunali per il rito civile.
L’idea per la nuova commedia francese Sposami, stupido! – primo film diretto da Tarek Boudali e in arrivo nelle sale a partire dal 20 giugno – nasce intorno al 2013, quando in Francia viene approvata la legge sul matrimonio gay.

Yassine è un ragazzo marocchino che si trasferisce a Parigi anche grazie ai risparmi della sua famiglia. Si iscrive ad architettura ed è uno studente modello. Essendo straniero, sa benissimo di dover lavorare e studiare il doppio degli altri per dimostrare ai concittadini di meritarsi il soggiorno nella terra ancora straniera. Per lui non è un problema: architettura è ciò che gli piace fare e passa il tempo a studiare e a progettare la casa che un giorno costruirà per i genitori in Marocco.

Foto di scena del film “Sposami Stupido!

Tuttavia, il passo da studente modello a muratore clandestino è più breve di quanto si pensi. Una mattina, infatti, Yassine non sente la sveglia e non si presenta ad esame importante, perdendo così il diritto al visto per motivi di studio. Si rifiuta però di tornare in Marocco perché non vuole deludere i suoi genitori (a cui mentirà circa la sua carriera alla scuola d’architettura) e, dopo anni da studente più brillante del corso, inizia quindi il periodo da muratore irregolare. Una situazione fin troppo familiare: lavoro umile, manodopera sottopagata, nessun tipo di sicurezza sul posto di lavoro, né ovviamente contratti e quant’altro.
Ma Yassine tiene duro e un giorno ha l’illuminazione che potrebbe mettere fine alla sua misera situazione: chiedere al suo migliore amico Fred di sposarlo. Per divorziare una volta ottenuti i documenti, s’intende. Visto che nessuno dei due si dichiara gay, né tantomeno prova sentimenti amorosi verso l’altro. Anzi, Fred ha una fidanzata e Yassine è innamorato di Claire, una sua collega universitaria. A quanto sono disposti a rinunciare per poter ottenere la cittadinanza? E, soprattutto, fin dove si spingeranno per essere credibili agli occhi dell’ispettore che non li lascerà in pace?

Quando a Boudali viene chiesto se fosse preoccupato per la reazione delle minoranze piuttosto stereotipate che appaiono nel film, lui risponde: “quando realizziamo un film, cerchiamo sempre di evitare di ferire i sentimenti delle persone. Per me era molto importante non ferire nessuno, né gli omosessuali né i clandestini. Al contrario, desidero che le persone possano ritrovarsi insieme nella stessa sala cinematografica e ridere delle stesse battute.”

Del resto, la truffa matrimoniale non intende rappresentare negativamente la comunità omosessuale. Piuttosto, l’opposto. Una minoranza infatti smette di essere tale ed inizia ad essere pienamente integrata quando può concedersi gli stessi lussi della “classe dominante”. Così, come da centinaia di anni esistono i matrimoni di convenienza da parte di coppie di sesso diverso, adesso lo stesso è concesso alle coppie omosessuali. È comunque progresso.

In fondo, cosa c’è di più integrativo del potersi godere quelli che un tempo erano privilegi di una sola parte della popolazione? E sì, una truffa matrimoniale rientra proprio in questo contesto. Il concetto di Equality portato al suo estremo, proprio quando nell’ultimo periodo l’Italia si è scagliata contro il neo ministro per la famiglia Fontana, il quale ha dichiarato che non esistano le famiglie arcobaleno. Volendola prendere con ironia, Boudali non è poi così distante da quest’ottica: non esistono famiglie arcobaleno, esistono solo famiglie. Siano esse composte da genitori eterosessuali o omosessuali. Non c’è alcuna differenza e adesso, dopo Alexandra e Riccardo, anche Fred può sposare Yassine per fargli ottenere i documenti affinché diventi un cittadino regolare.
Per il cast del suo primo film, Boudali va a colpo sicuro “riciclando” il cast di Alibi.com e Babysitting (diretti proprio da Philippe Lacheau). Ritroviamo quindi lo stesso Tarek Boudali nei panni del protagonista (Yassine), Philippe Lacheau (Fred), Charlotte Gabris (Lisa, la fidanzata di Fred), Julien Arruti (nel ruolo del Cieco), David Marsais (Stan, il cattivo del film) e Philippe Duquesne (l’ispettore che sospetterà dell’eccentrica coppia). Vediamo invece l’esordio sul grande schermo della youtuber francese Andy Raconte, che vestirà i panni di Claire.

In una caccia all’impostore fatta di latex, gare di ballo, improbabili gangster di quartiere, genitori possessivi e fidanzate pressanti ma complici, le risate sono assicurate nell’esordio alla regia di Tarek Boudali. Dal 20 giugno al cinema.

Autore dell'articolo: Floriana Lovino