Ritorno alle origini al “Salotto della Bambola e del Giocattolo d’Epoca”

La manifestazione è la prima borsa/scambio di Roma dedicata esclusivamente alla Bambola e al suo mondo, in un percorso di oltre cento anni di connubio fra bambola, moda e accessori, dall’800 ad oggi, e si affianca a quello del Giocattolo antico fino agli anni 60.

Un evento particolare si terrà a Roma nel prossimo week-end. Parliamo de “Il salotto della Bambola e del Giocattolo d’epoca”, prima borsa-scambio di Roma giunta alla sua seconda edizione, patrocinata dal Comune di Roma. Verranno esposte bambole e giocattoli che, a partire dalla fine dell’800 fino agli anni ’60 del ‘900 divertirono tante generazioni di bambini. Inizialmente l’accesso al gioco era regolamentato dagli adulti che stabilivano tempi e modalità di accesso a quella bambola o a quel tamburo di latta. Il gioco quindi non era libero, soprattutto negli ambienti più agiati; tra il ceto basso il gioco veniva svolto nei cortili, i giocattoli non si possedevano e l’infanzia durava molto poco vista la diffusione del lavoro minorile .

Il giocattolo però non è solo un mezzo di gioco per i bambini: è stato sempre usato a scopo educativo, la bambola per le bambine serviva (e serve) a formare una futura mamma così come il fucile regalato ad un maschietto diventava un pre-addestramento alla vita militare,  anche oggi le armi giocattolo hanno un fascino particolare agli occhi dei bambini. Ma un aspetto del giocattolo che sfugge ai più è il suo potere consolatorio: pensiamo a quelle migliaia di piccoli occhi che subirono (e ancora subiscono) i disastri causati dalle guerre o dalle carestie. Ecco che allora  il giocattolo diventa l’unico elemento che riporta quelle creature  al loro status di bambini. Nei tristi anni bellici bastava uno straccio cucito dalla mamma e quell’oggetto diventava per una bimba la più bella bambola del mondo, da accudire e amare, che faceva scordare ogni miseria umana, così come lo stesso straccio cucito in modo diverso diventava una palla da rincorrere e prendere a calci con gli amici fino a che una sirena avvertiva che bisognava correre nel rifugio perché arrivavano le bombe. Poi gli scenari cambiarono e si arriva agli anni ’50, al boom economico: i bambini diventano soggetti privilegiati di un mercato sempre più in via di espansione e diversificato per ogni tipo di reddito, tutti hanno diritto al giocattolo. Comunque, in ogni epoca, il giocattolo ricorda dei momenti importanti della vita delle persone. E i collezionisti recuperano quei ricordi che fanno suscitare tante emozioni così come ce le descrive Franco Galloni, che ha ideato la mostra insieme ad una altra collezionista, Paola Bellecca.

D: Il primo incontro con le bambole…

R: La mia prima bambola fu quella posseduta da mia madre, vista da sempre sul suo letto matrimoniale, come si usava un tempo… simbolo di buon augurio e fertilità. Questa edizione de “Il salotto della bambola” avrà come focus proprio la Bambola Sposa e la bambola bene augurante, presenti in tutte le case italiane (ma non solo) fino agli anni 70, poi il cambiamento culturale modificò questo costume e quel tipo di bambole vennero relegate (se fortunate) nelle cantine.

D: Di che materiali sono fatte?

R: si parte dalle più antiche, in bisquit (un tipo di porcellana), passando per quelle in panno (Lenci) ed in cartapesta, poi ci sono quelle in materiale plastico (dalla fine degli anni ’40) per finire con quelle in vinile che quasi tutti abbiamo avuto o abbiamo in casa (cicciobello, barbie ecc).

D: Ecco, il mondo Barbie: è presente anche questa bambola moderna?

R: Barbie è un evergreen: si, verrà esposto il primo modello degli anni ’50, capelli cotonati ed un po’ “legnosa” fino ad arrivare agli anni nostri, con le Barbie che replicano i personaggi famosi o le “curvy”…insomma ce n’è per tutti i gusti, chi colleziona oggi colleziona Barbie. Molti importanti stilisti collezionano questa fashion girl!

D: saranno presenti anche i giocattoli tradizionali come macchine e trenini?

R: certo ma non solo: si potranno ammirare anche i giocattoli in latta litografata prodotti, spesso in Germania, a partire dai primissimi anni del ‘900, sia manuali che a carica sono una vera chicca per i collezionisti ma piaceranno tanto anche a chi vorrà venire a curiosare. Trenini e macchinine non mancheranno davvero.

D: ma chi colleziona bambole e giocattoli è l’eterno Peter Pan?

R: si, in molti casi. Ma non solo. C’è chi si diverte con le fashion ed i loro vestiti mettendole in mostra in una sorta di sfilata di moda, molti sono gli appassionati di storia del costume che collezionano bambole magari divise per epoche e materiali. Insomma l’aspetto ludico convive con quello storico e antropologico benissimo.

Aspetto nonni, genitori e bambini a “Il Salotto della Bambola e del Giocattolo d’epoca”, con la partecipazione del Museo del Giocattolo di Zagarolo, sabato 12 (15,30-19,30) e domenica 13 maggio  (9,30-17,30) all’Hotel  Beverly Hills Largo Benedetto Marcello,220. INGRESSO LIBERO

Autore dell'articolo: Maura Mancini