“Dear Basketball”, a Bryant un Oscar per un sogno

Dear Basketball, scritto da Kobe Bryant e diretto da Glen Keane, ha vinto l’Oscar 2018 per il Miglior cortometraggio animato

Se la notte degli Oscar non fosse una celebrazione dedicata prevalentemente al cinema a stelle e strisce, forse il premio per il miglior cortometraggio animato avrebbe avuto un altro esito.

Ma poiché era impossibile che gli americani non si innamorassero di un film sul basket, è comprensibile la vittoria di “Dear basketball”. Con queste parole il leggendario ex campione del basket Nba e bandiera dei Los Angeles Lakers, Kobe Bryant, ha aperto la sua lettera di addio alla pallacanestro, pubblicata nel 2015 su “The Players Tribune”.  Un testo toccante che ha ispirato il film di animazione che ha lo stesso titolo. Le immagini ripercorrono la vita di Bryant, dai sogni d’infanzia fino alle fatiche, ai dolori ma anche ai successi di una carriera che solo pochissimi possono vantare nel mondo grazie a ben cinque titoli NBA (conditi da due premi di MVP, Miglior giocatore delle finals).

 Caro Basket,

dal momento in cui ho cominciato a fabbricare palle con i calzini di mio padre e, con la fantasia, realizzare tiri vincenti al Great Western Forum, compresi la verità:

mi ero innamorato di te…”

Per realizzare il cortometraggio, Bryant ha collaborato con due persone che non sapevano niente di basket: Glen Keane, che in precedenza ha lavorato a classici Disney come Aladdin, La Sirenetta e La Bella e la Bestia, e il compositore John Williams. Bryant, sulla scelta, aveva detto: “Chi ha guardato il basket per tutta la sua vita – e l’ha giocato – tende a perdersi le piccole mosse, i dettagli. Quando ci arrivi con occhi nuovi, guardi ogni singola cosa perché è tutto nuovo”.

“La lettera che Bryant ha scritto in occasione del suo ritiro è un messaggio per tutti noi”, ha detto Keane nel suo discorso di ringraziamento. “Qualsiasi forma possa assumere il sogno di ognuno di noi, è attraverso la passione e la perseveranza che l’impossibile diventa possibile”. Da parte sua, un emozionato Kobe ha replicato “Non so se sia possibile. Magari come giocatori di basket, dovremmo davvero zittire e dribblare, ma sono contento di fare un po’ di più” e ha ringraziato sua moglie, Vanessa e le sue tre figlie, nominando ciascuna di loro e pronunciando persino alcune parole in italiano in omaggio della sua gioventù vissuta in Italia a seguito del padre, anche lui giocatore di basket.

“Come un bambino di sei anni

Profondamente innamorato di te

Non ho mai visto la fine del tunnel.

Ho visto solo me stesso

rimanere a corto di tempo”

 Il regista ha scelto di affidare uno dei momenti cruciali del corto ad uno dei più celebri tiri del campione giallo-viola durante un terzo tempo da antologia realizzato allo scadere contro Miami. ” Siamo letteralmente ad un secondo dalla fine della partita e, sul lato sinistro Kobe viene bloccato dai difensori, e quindi deve rompere il blocco dei difensori, entrando lateralmente attraverso il campo”, ha detto Keane nella pregevole descrizione del ‘making of’, visibile online insieme al corto sul sito della casa produttrice Believe Entertainment Group http://believeentertainmentgroup.com/portfolio-item/dear-basketball/ , “E mentre corre di lato, d’improvviso si lascia andare a tirare. La palla ha due traiettorie: una si muove dritta verso il canestro e l’altra si sposta di lato. E tu guardi la palla ad arco in un modo incredibile attraverso il campo e vedi che va a formare una curvatura perfetta che finisce nella retina, senza nemmeno toccare il ferro”.

E così ho corso.

Per te ho corso su e giù per ogni campo

Dopo ogni palla persa.

Hai chiesto di spingere come un forsennato

ti ho dato il mio cuore

Perché ogni cosa è venuta con molto di più”

 

La narrazione di Keane va di pari passo con lo svolgimento della storia e ascoltare il racconto la rende ancora più magica. Il mago dell’animazione sapeva che era importante trasmettere a Bryant quello che stava facendo. E così ha chiesto alla superstar della NBA come ha fatto il tiro, sentendosi raccontare un aneddoto infantile sul tentativo di colpire un palo del telefono con una roccia mentre correva in sella alla sua moto. Dopo aver oltrepassato il palo, ha imparato a lanciarlo indietro per compensare il bersaglio.

“Ho giocato con il sudore e quando ero ferito

Non perché la sfida mi abbia obbligato

Ma perché tu mi hai chiamato.

Ho fatto tutto per te

Perché è quello che fai

Quando qualcuno ti fa sentire vivo

come tu mi hai fatto sentire”

“Così mi ha detto che quando stava facendo quel colpo, stava rivivendo quel momento da bambino e ha attraversato il canestro”, ha aggiunto Keane. “Questi dettagli di quando era piccolo avevano una grande rilevanza, perché erano ricordi vividi che ha messo espressamente nella sua lettera e che volevo emergessero a livello visivo. Erano le ancore della sua carriera e ho imparato che il più grande vantaggio di Kobe non è la sua abilità atletica, ma la sua capacità di imparare”.

 

“E va bene.

Sono pronto a lasciarti andare.

Voglio che tu sappia ora

Che entrambi possiamo assaporare ogni momento che abbiamo vissuto insieme.

Il buono e il cattivo

Ci siamo dati l’un l’altro

Tutto ciò che abbiamo”

Nel corto si possono ritrovare anche altri dettagli personali dell’infanzia di Bryant: i poster di Michael Jordan e Magic Johnson sul muro della sua camera da letto e i nastri VHS dei campionati dei pluricampioni dei Chicago Bulls e dei Los Angeles Lakers. Ma un ricordo fondamentale si incentra sul piccolo Bryant che arrotola le calze di suo padre: “Era la linea di apertura della sua lettera e, per Kobe, era tutto”, ha detto Keane. “E ci ha mostrato esattamente come l’ha fatto e così l’abbiamo girato. Era vero”.

Un altro episodio che merita di essere menzionato è il modo in cui Bryant ha sistemato le sedie come se fossero avversari da saltare: “Ha fatto un disegno per mostrarci il modello corretto da riproporre con l’animazione: Il suo proposito era che un bambino lo potesse guardare e vedesse i passi che faceva”.

 

Hai permesso a un bimbo seienne di realizzare il suo sogno di giocare nei Los Angeles Lakers.

E per questo ti amerò per sempre”

 

Keane racconta il momento in cui si è reso conto che il progetto assumeva un significato più grande di quanto immaginasse. E’ quando ha iniziato a disegnare Kobe un po’ più grande e non più bambino. “Dovevano essere sul campo insieme, perché quel bambino di sei anni è sempre lì”, ha detto Keane. “Potremmo pensare che siamo cresciuti, ma quei sogni e desideri della nostra gioventù sono ancora presenti. Quando ho iniziato a disegnare ciò, ho capito che questo è uno di quei doni, come un diamante grezzo, di cui sei grato”. E, alla fine, i due Kobes si muovono insieme in una sorta di ballo, che sublima la natura stessa del gioco e della vita.

 

Non posso amarti ossessivamente per molto tempo ancora e

questa stagione è tutto ciò che mi resta da dare,

Il mio cuore può continuare a pulsare in modo martellante

La mia mente può gestire la situazione

Ma il mio corpo sa che è ora di dire addio”

 

 E’ curioso che Bryant nelle interviste abbia dichiarato di aver avuto l’ispirazione per trasformare il progetto in un film da sua figlia di 11 anni, Gianna: “Papà, ci dici sempre di andare dietro ai nostri sogni, quindi vai e realizza i tuoi”

Eppure nonostante il suo atto di amore per lo sport che lo aveva eletto nel novero dei campioni intramontabili, quando raccontava alla gente che voleva scrivere e narrare storie dopo essersi ritirato dalla pallacanestro, la reazione era: “È carino, che tu lo pensi. Certo, magari sarai depresso quando la tua carriera sarà finita”.

 

E sappiamo entrambi che non importa cosa farò dopo

Sarò sempre quel ragazzo

Con le calze arrotolate

Bidone della spazzatura nell’angolo:

5 secondi sul cronometro

Palla nelle mie mani

5 … 4 … 3 … 2 … 1

 

E invece il fresco premio Oscar ha davvero iniziato la sua seconda carriera nel modo più brillante, ossia con la statuetta più ambita nel mondo dello spettacolo. Adesso dice che sta lavorando anche a una serie di romanzi, aggiungendo: “Mi sveglio la mattina e non vedo l’ora di scrivere”. E siamo certi che, tuttosommato, anche in questa avventura saprà dare il meglio di sé.

Il corto termina facendo il conto alla rovescia degli ultimi cinque secondi su un cronometro di gara mentre la palla vola verso il canestro. Tre, due, uno… ciuf!

“Love you always,
Kobe”

 

“Dear basketball” è visibile sul sito:

http://believeentertainmentgroup.com/portfolio-item/dear-basketball/

 

Autore dell'articolo: Marco Michelli