Una “ciclabile umana” per rendere le città simboli di rispetto, unione e civiltà

Nella giornata del 24 gennaio molte città d'Italia hanno chiesto rispetto per le piste ciclabili, limite dei 30km/h e maggior sicurezza per tutti gli utenti, specie quelli più deboli. La nostra intervista a Susanna Maggioni, presidente della Fiab Treviso.

Ieri, 24 gennaio, è stata la giornata delle ciclabili umane in molti luoghi d’Italia, Bologna, Milano, Cagliari, Firenze, Napoli, Roma e anche Treviso. In quest’ultima città, alcuni giorni orsono, un’ambulanza in servizio a sirene spiegate, è stata bloccata nella sua corsa di soccorso dalle auto dei genitori che vanno a prendere i piccoli a scuola e che parcheggiano in modo selvaggio sulle ciclabili lungo la strada.

Così la FIAB Treviso APS (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) ha deciso di aderire all’iniziativa che nella stessa giornata coinvolgeva le altre città: per chiedere luoghi sicuri, nei quali episodi del genere non possano accadere e limite ai 30 km/h per restituire quella certezza di non venire “asfaltati” mentre si cammina per strada.

Un gruppo di volontari capitanati da Susanna Maggioni, presidente della Fiab Treviso, ha così piazzato le proprie biciclette lungo via D’Alviano per dare un segnale “forte” alle auto in arrivo, qui non si parcheggia, qui si cammina o si corre in bici. Si chiede il rispetto delle regole, una città a misura d’uomo, anche quello più debole e soprattutto una corresponsabilità del bene comune, la strada non è diritto esclusivo degli automobilisti.

Ecco nel video la nostra intervista con Susanna Maggioni.

 

Autore dell'articolo: Elena Dal Forno

Elena è giornalista dal 1994 e vegana dal 2011. Si occupa di vita in generale, cinema, arte, tennis, cucina vegana. Quando non è al cinema è in viaggio. Spesso la cosa coincide.