The Woman King, la vera storia delle guerriere Agojie che proteggevano il regno di Dahomey

La storia delle Agojie, un gruppo di guerriere tutte al femminile che nell’Ottocento proteggeva il regno africano di Dahomey con un’abilità e una ferocia mai viste al mondo

Sono tanti i temi trattati nel film The Woman King. Nozioni come cameratismo, patriottismo, tradimento e tradizione vengono amplificate, il sistema patriarcale del potere viene sfidato e l’amore proibito germoglia ai margini degli spargimenti di sangue. Al cinema  (distribuito da Warner Bros.) diretto dalla regista Gina Prince-Bythewood e con protagonista l’attrice Premio Oscar Viola Davis, il film narra fatti realmente accaduti.

Ciò che conferisce a The Woman King  un tocco rinfrescante nel panorama cinematografico contemporaneo non è solo l’argomento ma anche un cast stellare e una coreografia strepitosa tra  danze virtuali, scene di addestramento e combattimenti di spade.

Ambientato nel 1800, il film è ispirato alle donne soldato d’élite conosciute come Agojie, protettrici del regno dell’Africa occidentale di Dahomey. Il regno ha governato  l’attuale Benin tra il 1600 e l’inizio del 1900, quando il paese fu colonizzato dai francesi. Il generale Nanisca (Viola Davis) addestra e guida le sue guerrigliere in un’eroica resistenza contro i commercianti di schiavi europei. Quando gli invasori europei decidono di far proprie quelle terre, troveranno l’eccezionale resistenza del Re che vuole far prosperare il proprio popolo. Nanisca viene incaricata di scendere in battaglia contro il nemico.

Ogni epopea storica ha bisogno di un personaggio centrale e di una stella da far spendere. Nei panni del generale Nanisca, Viola Davis offre una performance rivoluzionaria dando dimostrazione di un talento che ha al suo arco ancora molte frecce.  The Woman King  rende giustizia ad un segmento della storia che è stato a lungo trascurato. I blockbuster storici possono essere potenti veicoli non solo per l’intrattenimento, ma anche per  stimolare l’interesse del pubblico  nei confronti di eventi storici che spesso rimangono sconosciuti. Il film ci risparmia le massicce dosi di machismo da cartone animato che ora rendono inguardabili film come Il Gladiatore di Riudely Scott e  Braveheart di Mel Gibson e con spavalda sicurezza affronta ingiustizie secolari che risuonano ancora oggi.

Autore dell'articolo: Monica Straniero