Enzo De Caro al teatro Parioli con non è vero ma ci credo

Leo Muscato ereditando la direzione artistica di Luigi De Filippo riparte da “Non è vero ma ci credo” uno spettacolo che Peppino De Filippo amava molto perché lo riportava ad un autore che ha sempre ammirato Molière.

E’ oppresso dall’incubo della superstizione il commendatore Gervasio Savastano. Condannato a vedere segni funesti ovunque, vittima delle sue strane manie. A interpretarlo – in scena – è Enzo De Caro, protagonista di Non è vero ma ci credo, al Parioli da oggi al 10 aprile. Sul palcoscenico la versione moderna di una classica commedia dell’arte – scritta da Peppino De Filippo – per la regia di Leo Muscato.  Uno spettacoli é ambiento negli anni ’80, in una Napoli frenetica, ricca di contraddizioni e stimoli artistici, di luci e ombre. La commedia affronta il tema dell’uomo ossessionato dalla superstizione, specchio di un problema più grande: la fede cieca in qualcosa. E sappiamo, soprattutto in questi ultimi tempi, che non porta a niente di costruttivo. Il protagonista convive con il bisogno di contare su qualcosa che può influenzare il proprio destino.  Il testo portato in teatro da de Caro è più che mai attuale e riflette la pericolosità delle false credenze. Mette in mostra le debolezze, le fragilità, le imperfezioni e le follie umane, e quella martellante certezza che ti toglie la capacità di discernere. Di capire chi sei, dove stai e che cosa stai facendo. La sua è una totale devozione che pagherà a caro prezzo, con delle conseguenze disastrose. Perderà se stesso e gli affetti più cari.

Non è vero ma ci credo conquista il pubblico con il suo tono scanzonato e leggero per parlare di un argomento che a volte ha assunto anche contorni inquietanti.

Autore dell'articolo: Lola Fernandez