Torna a Barbarano Romano “Il senso di un paese”

La III edizione del festival antropologico e sociale dedicato ai piccoli centri si parte con la proiezione de L'Etrusco uccide ancora di Armando Crispino

Torna, da sabato 30 settembre a lunedì 1°novembre, nel suggestivo borgo medievale di Barbarano Romano, in provincia di Viterbo, “Il senso di un paese”. La terza edizione del festival antropologico e sociale sarà dedicata ai piccoli centri abitati e al loro potenziale culturale che si svolge nel cuore del Parco Regionale Marturanum. Il festival organizzato dal Comune di Barbarano Romano con l’Associazione Barbarano Cultura e il Parco Regionale Marturanum, prevede una tre giorni dedicata a proiezioni, incontri letterari, passeggiate archeologiche e incursioni musicali.

Un’iniziativa per ridare un senso ai piccoli centri con ospite Franco Arminio

Coordinatore della manifestazione il regista Gianfranco Pannone che commenta: A cosa servono i paesi nel mondo globalizzato?  Servono a riconnetterci con il mondo reale perché in un paese saluti le persone per strada, in un paese sai chi nasce e chi muore, in un paese hai la Natura a portata di mano.  Il nostro progetto, giunto alla terza edizione, prova a ridare un senso ai tanti paesi che rischiano di essere dimenticati in un mondo globalizzato, ed è così che quest’anno abbiamo voluto come ospite d’onore il poeta Franco Arminio” Il paesologo, tra poesie, aneddoti e racconti a partire dalla sua terra, racconterà quell’Irpinia d’Oriente, che come la Tuscia, fa i conti con lo spopolamento e una condizione giovanile difficile.  

Al via il 30 ottobre con una visita archeologica

La sera di sabato 30 ottobre, ad aprire il festival, per “Etruria giallo-horror” la proiezione de L’Etrusco uccide ancora (1972) di Armando Crispino.  La proiezione sarà preceduta alle 18.30 da due corti di Gianpaolo Rossi e dal reading estivo con Elisa Giovannetti per la regia di Gianfranco Pannone.

 Gli appuntamenti di domenica 31 ottobre

Una visita alla tomba Margaret, scoperta dagli archeologi svedesi coordinati dal Re Gustavo VI di Svezia alla fine degli anni ’50. Una tomba suggestiva, ritrovata praticamente intatta, completa di un ricco corredo funerario, attribuibile al periodo che va dal VII al VI secolo a.C. Si proseguirà nel pomeriggio alle 16.00 con pillole di storia locale a cura di Matteo Fortuna e, dalle 16.30 con “W l’editoria di territorio!” che prevede un incontro sull’attività dei piccoli editori della Tuscia, con Davide Ghaleb e Pierpaolo Serone di Archeoares Edizioni. A seguire presentazione del libro di Renato Ferraro di Silvi e Castiglione, “A misura d’ambiente” (Ed. All Around) e un reading del poeta siciliano Francesco Maccarrone.

La sera  in musica

Alle 20.45  le incursioni musicali degli Uaragniaun, gruppo proveniente dalle Murge, composto dalla grande interprete Maria Moramarco, Luigi Bolognese e Silvio Teot, che porteranno un pezzo di Sud fatto di suggestive e canzoni popolari.

 

Autore dell'articolo: Monica Straniero