Anna, la serie tv diretta da Niccolò Ammaniti

Tratta dal romanzo del 2015, Anna è ambientata nel 2020 e non ha attinenza con il Covid.

In una Sicilia diventata un’immensa rovina, un virus che causa tosse, fatica nel respirare, dolore muscolare e croste ha sterminato tutti gli adulti. Nel bel mezzo di un disordine meravigliosamente dettagliato, la tredicenne Anna parte alla ricerca del fratellino rapito. Fra campi arsi e boschi misteriosi, ruderi di centri commerciali e città in rovina, saccheggiate e bruciate da bande vaganti di bambini impazziti, Anna ha come guida il quaderno che le ha lasciato la mamma con le istruzioni per farcela.

Dal suo romanzo più struggente, Anna, Niccolò Ammaniti, insieme a Francesca Manieri, firma la scenggiatura della omonima serie tv Sky Original. Il secondo progetto per la TV dello scrittore Premio Strega, ancora con Sky, arriva dopo il grande successo de Il Miracolo.

Lo show, tiene a precisare lo stesso Ammaniti, non si ispira alla pandemia da COVID-19. Le riprese sono infatti iniziate 6 mesi prima della diffusione del Coronavirus. La storia nasce invece nasce da una riflessione: cosa farebbero dei bambini abbandonati a loro stessi? Il risultato è un mondo dominato da nuove regole, non ci sono mediazioni. Il collasso dell’ordine sociale tradizionale è inevitabilmente seguito prima da un periodo di conflitto, in cui gli individui lottano disperatamente per sopravvivere e, srccessivamente, da una tirannia di qualche tipo, dove i più viziosi  si organizzano per imporre la loro volontà a coloro che sono troppo deboli o moralmente impreparati a combattere. Questa tirannia è spesso brutale e priva di principio. Nella narrazione post-apocalittica, Ammaniti manipola brillantemente i modelli del genere per ricordarci cosa può farci fare la disperazione, o come possono ingannarci speranze del tutto false.

Dal 23 aprile tutti gli episodi saranno subito disponibili su Sky e NOW.

Autore dell'articolo: Monica Straniero