Lo Sparkle day, le bollicine Made in Italy conquistano il mondo

Boom del Prosecco all'estero. Lo dice la guida realizzata dalla storica rivista Cucina & Vini

Sabato primo dicembre, l’Hotel Westin Excelsior di Via Veneto ha prestato le sue sale a Sparkle Day, l’evento dedicato alle bollicine italiane. Da Nord a Sud dell’Italia è stato possibile degustare il meglio della produzione spumantistica raccolta poi nella Guida Sparkle 2020 a cura di Francesco D’Agostino, ideatore dell’evento.

L’evento promosso dalla storica rivista Cucina & Vini, quest’anno ha visto protagoniste 70 cantine con oltre 200 etichette in degustazione. Non sono mancati  corner dedicati al food. Presentatori della guida oltre a Francesco D’Agostino i due speakear di radio Capital, Mary Cacciola ed Andrea Lucatello.

Quest’anno le guida ha selezionato 844 etichette in tutta Italia in oltre duemila assaggi; tra queste, 89 vini si sono aggiudicati le 5 sfere, il punteggio massimo riconosciuto dalla guida. Tra questi, Ca’ del Bosco e il Trentodoc di Ferrari, con 4 etichette ciascuno. A seguire un altro Franciacorta Uberti, con 3 etichette. Due etichette alla piemontese La Scolca,  ai franciacorta di Guido Berlucchi,  Ferghettina e Le Marchesine e al Trentodoc di Cesarini Sforza, Letrari, Maso Martis  e Rotari. Passando al Prosecco premiati, Adami, Andreola e Le Manzane e agli outsider La Palazzola-Grilli, in Umbria, Marramiero, in Abruzzo, e D’Araprì, in Puglia. Maso Martis con il Trento Riserva Madame Martis Brut 2009 è stato nominato come “Vino dell’Emozione 2020” grazie alla fusione di finezza, grazia e grande energia.

Il settore è in grande crescita – spiega Francesco D’agostino – e questo prodotto che una volta era il vino di un determinato momento, il vino per celebrare qualcosa, è divenuto il vino per ogni evento. Questo perchè oggi il consumatore è orientato verso un vino mediato , semplice figlio dei tempi che segna la svolta verso un modo di bere consapevole e piacevole. E il Prosecco Doc è diventato un prodotto in grado di intercettare un’esigenza sociale di accedere a qualcosa di più semplice. Il vino spesso è più complicato da comprendere. Non è un caso che oggi si producano cieca 500 milioni di bottiglie di prosecco“.

E’ confermato anche dalle statistiche, si sta assistendo al cosiddetto “fenomeno Prosecco” tra le giovani generazioni il rituale dell’happy hour – di cui si erge incontrastato principe per la sua freschezza e per il suo essere gioviale – e laddove il suo consumo è legato all’idea dell’“Italian lifestyle symbol”.

Nel mondo si consumano circa 2,5 miliardi di bottiglie e quasi il 30% italiane. Più della metà del prosecco è diretto negli Stati Uniti dove l’esportazione sta velocemente superando quello di champagne. “Un successo internazionale che trova gran parte della la sua forza sul prezzo –  ha concluso D’Agostino.

Dopo la premiazione delle 5 sfere, l’apertura al pubblico che ha avuto la possibilità di assaggiare le migliori bollicine del Paese.

 

Autore dell'articolo: Monica Straniero