Cambiare la narrazione della migrazione da oggi si può

Perché non parlare del fenomeno migratorio come di una possibilità di crescita, sia per chi parte che per chi accoglie? Perchè l'immigrazione è una bella storia

Invasione, minaccia, problema: oggi il fenomeno delle migrazioni viene raccontato soprattutto con queste parole.

La campagna che sarà lanciata oggi il 23 aprile www.vocidiconfine.com, vuole raggiungere scuole e cittadini per far conoscere più da vicino la realtà della migrazione al di là di stereotipi, strumentalizzazioni politiche e idealizzazioni.

Si chiuderà il 19 maggio e racconterà storie, dati e buone pratiche territoriali, ”a dimostrazione che il fenomeno migratorio rappresenta una grande opportunità di sviluppo e arricchimento della nostra società”.

Il progetto Voci di Confine è nato dall’esperienza di 16 organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani, enti locali di confine impegnati ogni giorno nella gestione del fenomeno migratorio, associazioni delle diaspore e di volontariato, imprese sociali, enti di ricerca ed esperti della comunicazione. Coordinato da Amref Health Africa, Voci di Confine è cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Svilupp. L’obiettivo è vivere l’accoglienza e l’integrazione come un fatto normale.

Dai dati Idos emerge che quasi 2 miliardi di euro, pari a un decimo della finanziaria 2018, è l’utile per lo Stato Italiano, al netto delle spese, di quanto versato dai cittadini stranieri in contributi previdenziali nel solo 2015 (dati Idos). Sono 570 mila le aziende italiane (il 9,4% di tutte le aziende registrate in Italia) guidate da immigrati.

La campagna toccherà anche il tema dell’amore e dei matrimoni misti, che sono circa il 10% del totale delle unioni nel nostro Paese, variando tra i 20 e 17 mila celebrati ogni anno.

Una sezione del sito è dedicato alle Storie, come quella di Serge Itela,  quarantenne originario della Repubblica Democratica del Congo che ha accettato di raccontare la sua storia, parlando dei suoi primi anni in Italia, dell’importanza della musica per la convivenza pacifica, e dei segreti del successo del suo lavoro di operatore culturale.

 

Autore dell'articolo: Monica Straniero