Si è chiusa la 43ª edizione con un’atmosfera vibrante, fatta di proiezioni, emozioni e attesa. A trionfare come miglior film è stato The Garden of Earthly Delights di Morgan Knibbe, un’opera potente che racconta storie difficili con uno sguardo crudo e umano — un film che ha saputo scuotere, far riflettere e lasciare il segno.
Un riconoscimento molto speciale è andato anche a Ida Who Sang So Badly Even the Dead Rose Up and Joined Her in Song di Ester Ivakič, premiato come sorpresa per la sua originalità e il coraggio di osare: un film diverso, che parla con forza attraverso immagini e atmosfere intense.
Per la sezione documentari ha convinto Seeds di Brittany Shyne: un documentario che racconta storie di comunità, di lotta e quotidianità con un realismo drammatico, capace di coinvolgere per profondità e onestà.
Il Festival ha dimostrato ancora una volta la sua anima: capace di dare spazio a voci nuove, di premiare il cinema d’autore e indipendente, di valorizzare lavori audaci e sinceri, che raccontano il mondo con sguardo originale e sensibile. Se vuoi, posso raccontarti come secondo me questa edizione ha ridisegnato un po’ il profilo del Festival — può essere interessante.

















