La terza tappa del Tembaine Desert Rally 2025 ha portato atleti e staff nel cuore del Parc Jebil, uno degli scenari più affascinanti e severi del sud tunisino. La giornata si è aperta alle 8:00 con il trasferimento verso il Fortino romano, punto di partenza immerso nella sabbia e nella luce tagliente del mattino. Alle 9:00 il primo concorrente ha inaugurato una tappa veloce e tecnica, resa insidiosa dalle dune tagliate dal vento e da lunghi tratti di navigazione pura.
Il flusso degli arrivi al campo tendato, allestito nei pressi del Cafè du Parc, si è concentrato tra le 12:30 e le 14:00. I volti impolverati e le bici segnate dal terreno raccontavano un deserto impegnativo ma spettacolare.
Il pomeriggio del silenzio
Alle 15:30 il rally ha cambiato ritmo: i partecipanti hanno preso parte a “Il Silenzio del Deserto”, un’esperienza collettiva a piedi nudi sulle dune. Trenta minuti senza parlare, accompagnati solo da musica diffusa nel vento e testi evocativi, per riflettere sul coraggio di restare soli con sé stessi, sul valore del silenzio e sulla linea sottile che separa libertà e paura. Un momento sospeso, quasi rituale, che ha lasciato un segno evidente negli sguardi dei biker.
Il Bar Tembaïne e il confronto sulle emozioni
Il programma è proseguito alle 18:00 con l’incontro “Bar Tembaïne”, in cui Jader e Mirko hanno guidato un confronto aperto sulle emozioni della tappa, sulla durezza del percorso e sul magnetismo del deserto. A seguire, alle 18:30, briefing tecnico e cena al campo.
Il falò, Sabine e lo spirito originario
La serata si è accesa alle 21:00 attorno al grande falò, dove Alessandro Bettini, organizzatore del raid, ha proposto il racconto “Thierry Sabine e il senso del deserto”. Attraverso immagini storiche della Parigi–Dakar e aneddoti dal forte valore simbolico, Bettini ha ricordato la filosofia originaria che ha ispirato il Tembaine: un’avventura che va oltre la pura competizione, un viaggio in cui la fatica diventa introspezione e la sabbia un terreno di scoperta interiore.
La giornata si è chiusa alle 21:30 con il set di DJ Kristine, che ha immerso il campo in un’atmosfera sospesa e mistica sotto uno dei cieli stellati più intensi del Sahara.

Nel Rally, Daniele Braidot continua a guidare la corsa con un passo che sembra cucito sul deserto: costante, pulito, mai sopra le righe. Alle sue spalle Miguel Martinez prova a restare agganciato, ma la terza tappa gli porta via minuti preziosi, mentre Mirko Pirazzoli consolida la propria posizione, gestendo la distanza con esperienza e freddezza. Più indietro, la classifica si apre a distacchi più marcati, segno che la sabbia del Parc Jebil non ha fatto sconti a nessuno.
Nella Desert spicca ancora Angelo Guiducci, che chiude attorno alle sei ore e mantiene la leadership con autorevolezza. Alessandro Gambino lo insegue senza mai perdere compostezza, tenendo il ritmo abbastanza vivo da restare un problema per il leader. James Shirley, terzo, completa il trio di testa con una prova intelligente, che lo tiene pienamente in corsa. Subito dietro, i distacchi si assottigliano: la parte centrale della classifica è una trama fittissima, dove ogni tappa può riscrivere tutto.
















