Il secondo giorno del Tembaine Desert Rally è quello che divide gli entusiasti dagli illusi, gli ottimisti dagli sprovveduti e gli e-biker dagli esseri umani normali. Il programma non lascia margine all’immaginazione: 61,4 km di prova speciale attraverso un territorio che cambia senza pietà, dalle pietraie compatte alla sabbia instabile fino alle prime dune morbide. E prima ancora della speciale, un trasferimento di 26 km per scaldare le gambe. In totale, 88 km di deserto, vento e decisioni da prendere al volo, dove ogni errore può costare minuti e batteria.
La giornata si è aperta con un trasferimento rapido che ha riportato concentrazione e ritmo nel gruppo, prima di lanciarsi su una speciale lunga e tecnica. Qui il deserto ha mostrato un volto diverso dal solito: non solo sabbia, ma vaste distese di hammada, un fondo duro e irregolare che richiede controllo totale del mezzo. A complicare ulteriormente la prova, un forte vento contrario – freddo, costante e impietoso – che ha accompagnato i partecipanti sin dai primi chilometri, trasformando ogni rettilineo in una lotta contro la resistenza dell’aria.

Il tracciato ha poi puntato verso Ksar Ghilane, la celebre oasi del sud tunisino, primo vero traguardo-avventura del Tembaine: palme, sabbia rossa e una sensazione di arrivo che non è soltanto geografico, ma profondamente emotivo.
Il vento, la distanza e il fondo pietroso hanno trasformato questa seconda giornata in un autentico battesimo di fuoco. La navigazione è stata determinante, così come la capacità di gestire consumi, watt e gambe in un ambiente che cambia continuamente. Il documento ufficiale conferma che la speciale non ha solo decretato i vincitori di giornata, ma ha anche definito — senza sorprese — la classifica generale provvisoria, perfettamente sovrapponibile agli arrivi della tappa.
Nella Categoria Desert, la firma sulla tappa è quella di Angelo Guiducci, impeccabile nella gestione della batteria e della navigazione in condizioni che non ammettevano errori. Alle sue spalle si conferma Alessandro Gambino, autore di una prova solida e regolare, mentre James Shirley chiude terzo dopo aver dimostrato ancora una volta una determinazione fuori dal comune: è partito dalla Liguria in bici per raggiungere il Tembaine, e oggi ha saputo tenere testa ai migliori.
Nella Categoria Rally, la speciale è stata dominata dal campione olimpico Miguel Martinez, che ha saputo imporre un ritmo costante nonostante il vento contrario. Subito dietro, Daniele Braidot ha costruito una tappa solida, precisa nella navigazione. A chiudere il podio di giornata — e della generale — è Mirko Pirazzoli, responsabile tecnico del Tembaine, che ancora una volta ha unito strategia e velocità.
Lo spirito del Tembaine
Se la prima giornata ha introdotto i partecipanti al contesto, la seconda ha mostrato la natura profonda dell’evento: il Tembaine Desert Rally non è una gara qualsiasi, ma un viaggio. Ogni tappa insegna qualcosa — sulla gestione, sulla pazienza, sulla lettura del terreno — e ogni errore diventa un’occasione per migliorare.

















