Non è una pellicola indipendente sovversiva o una satira distribuita nei circuiti alternativi. È un sequel prodotto da una delle più potenti case cinematografiche al mondo. Eppure, Freakier Friday — titolo italiano Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo — racconta le complessità dell’identità femminile, delle famiglie ricostruite e del desiderio di essere viste, ascoltate, comprese.
Il film, diretto da Nisha Ganatra e tratto dal libro A ciascuno il suo corpo di Mary Rodgers, nei cinema italiani dal 6 agosto 2025. E riprende la storia esattamente dove l’avevamo lasciata, solo… parecchi anni dopo.
Tess (Jamie Lee Curtis) e Anna (Lindsay Lohan) sono ancora madre e figlia, ma oggi i ruoli si sono moltiplicati: Anna è a sua volta madre — di Harper, adolescente surfista e testarda — e sta per diventare matrigna della snob Lily, figlia del suo nuovo compagno. Il tema non è più solo lo scontro generazionale, ma la ricomposizione affettiva: cosa accade quando due famiglie si uniscono, ognuna con la propria storia e le proprie fragilità? La risposta, suggerisce il film, potrebbe essere che la fortuna può davvero colpire due volte.
Come nel film del 2003, tutto parte da un nuovo scambio di corpi — stavolta su scala doppia: madre e figlia si scambiano, ma anche nonna e futura figliastra. Il caos che ne deriva, però, non è solo comico. È anche profondamente rivelatore. “Lo scambio di corpi non è una trovata narrativa, è un dispositivo politico”, scrive la teorica Judith Butler: nei panni dell’altra, si rivelano cose che da sole non si riescono a dire.
E così, nel corpo dell’adolescente Lily, Tess si confronta con il senso di invisibilità sociale delle donne che invecchiano, mentre Anna, intrappolata nel corpo della figlia, riscopre quanto poco controllo abbiano oggi le ragazze sulle loro emozioni, sui loro corpi, sui loro desideri.
Il film, pur rimanendo leggero e accessibile, non ha paura di nominare l’indicibile: la sessualità delle madri, le pressioni imposte alle famiglie non convenzionali, le molestie online. In una scena particolarmente riuscita, Harper viene aggredita verbalmente sui social per aver difeso sua madre da accuse sessiste. “Se sei una madre e hai una vita tua, sei automaticamente sospetta”: è una battuta, ma anche un atto d’accusa.
Curtis e Lohan tornano con energia e affiatamento impressionanti. La loro chimica, che aveva reso iconico il primo film, oggi si arricchisce di nuove sfumature. Non sono più solo madre e figlia in conflitto: sono due donne che devono imparare ad allearsi. “La maternità non è più il centro assoluto delle vite femminili — ma resta un nodo di potere, ambivalenza, desiderio”, osserva la filosofa Rosi Braidotti. Il film sembra partire proprio da lì.
Le giovani attrici, Julia Butters (Harper) e Sophia Hammons (Lily), reggono il confronto e brillano, soprattutto nei momenti di comicità fisica. Tuttavia, Freakier Friday è chiaramente costruito per offrire un’occasione di riscatto e riconnessione a Lohan — il cui ritorno sul grande schermo è già stato salutato con entusiasmo — e per celebrare la versatilità di Curtis, oggi più che mai icona intergenerazionale.
Non mancano nemmeno i momenti di autocitazione: dalla band Pink Slip al ritorno di personaggi secondari amati come Jake (Chad Michael Murray) e Ryan (Mark Harmon), tutto è pensato per dialogare con un pubblico che oggi è adulto, ma che ricorda con affetto il film del 2003.
Nonostante la sua confezione pop, Freakier Friday non rinuncia a temi esplicitamente femministi,
Che si tratti della goffaggine dei pretendenti maschi che citano teorie femministe per conquistare, o dei ragazzi che si offendono quando vengono messi in secondo piano, Freakier Friday non ha bisogno di mostrare “il nemico”: mostra solo quanto poco spazio, ancora oggi, viene dato alle donne che non seguono lo schema.

















