Romaeuropa Festival compie 37 anni con Sasha Waltz, William Kentridge e tanti altri

Presentato nella splendida cornice di Villa Massimo Accademia Tedesca, la 37. edizione del Romaeuropa Festival in partenza l'8 settembre dalla Cavea dell'Auditorium Parco della Musica. Un programma intenso e raffinato, che tocca tutti i generi e tutti e cinque i continenti. Spiccano Sasha Waltz e Kentridge.

Preparatevi a due mesi strepitosi. Il programma presentato oggi dal direttore Fabrizio Grifasi e il suo staff è da leccarsi i baffi, rifarsi gli occhi e parlarne per i mesi a venire. Il RomaEuropaFestival compie 37 anni, ovvero una doppia maturità acquisita in stagioni e stagioni di anteprime, novità, sperimentazioni che quest’anno, dall’8 settembre al 20 novembre troveranno davvero il loro compimento più alto.

Non c’è un solo appuntamento che non valga la pena di essere nominato, visto e forse anche rivisto.

Danza, Teatro, Digitalart, Performance, Musica e Kids, ovvero anche i bambini con le loro famiglie troveranno spazi e possibilità di assistere alla grande kermesse della magia di questa stagione.

“Siamo partiti con le capienze ridotte lo scorso anno – ha detto Grifasi – e siamo comunque arrivati a 50mila presenze, quest’anno speriamo di essere finalmente fuori dalla pandemia e vedervi oggi senza mascherine e tutti insieme come ai vecchi tempi mi riempie di gioia, e non era scontato. Quest’anno avremo un Festival davvero inclusivo e trasversale, è un programma che vuole stare con la gente di tutte le etnie e diversità perchè pensiamo che il diverso ci arricchisca e in questo momento di guerre e tragedie non è scontato nemmeno questo. Ciò che pensavamo fosse dietro di noi è invece ancora con noi, provo un disagio a pensare e a vedere questo, ma ci dà anche la forza a continuare per la strada che abbiamo intrapreso. Da quando è arrivata la pandemia abbiamo deciso di aprire il Festival all’Auditorium nella Cavea e lì inauguriamo con quattro spettacoli straordinari. Apre Emio Greco / Peter Scholten / Ick Dans Amsterdam, con We want it all, riprendendo il il refrain dei Queen, poi Olafur Arnalds con Some kind of peace, nell’unica data italiana, poi due grandi coreografe che si sono confrontate con il minimalismo americano Anne Teresa De Keersmaeker e Sasha Waltz & Guests che tutti conoscete e che presentiamo con il sostegno di Dance Reflections di Van Cleef & Arpels”.

Cinque continenti, 400 artisti, 74 giorni, 80 spettacoli, 155 repliche e 18 spazi di Roma sono gli impressionanti numeri di un Festival che ogni anno riafferma la vocazione umanitaria dell’arte, la trasmissione libera di idee, la visione e la passione che è risveglio di valori su cui si fonda il dialogo culturale, l’humanitas oggi minacciata dalla violenza sempre più evidente ovunque.

“Credere fermamente che un futuro diverso sia ancora possibile e che lo si possa costruire attraverso il dialogo e il confronto culturale siginifica testimoniare l’opposizione netta e determinata ad ogni forma di aggressione, di guerra, di atrocità in Europa e ovunque nel mondo e rivendicare la centralità umana con la sua unicità nel saper creare e immaginare” ha aggiunto il Presidente Guido Fabiani.

Un programma densissimo, due mesi senza tregua e senza sosta per esplorare ogni piega dell’umano sentire e capire, con varie possibilità di acquisto del biglietto, che va dalla formula passepartout con varie fasce di prezzo e coins, a quella Kids&Families, Under25 e Insegnanti

qui il link al programma completo

https://statics.romaeuropa.net/wp-content/uploads/2022/05/WEBProgrammone_2022.pdf

 

 

 

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Elena Dal Forno

Elena è giornalista dal 1994 e vegana dal 2011. Si occupa di vita in generale, cinema, arte, tennis, cucina vegana. Quando non è al cinema è in viaggio. Spesso la cosa coincide.