Un corto di Spike Lee fa un tour in una New York deserta ma non sconfitta

Il cortometraggio è una lettera d'amore del regista a New York City

Spike Lee, il regista di Crooklyn e di Fa’ la cosa giusta, ha realizzato un corto di tre minuti dal titolo “New York, New York'” per mostrare, sulle note dell’omonima canzone di Frank Sinatra, immagini della quarantena della metropoli americana. Il breve film è un evidente omaggio a Daybreak Express del defunto DA Pennebaker ed è una caralleta di scene di  luoghi deserti come le strade, i vagoni vuoti della metropolitana, i teatri di Broadway, Wall Street, Times Square, gli stadi o le arene sportive

Nel corto, girato in Super 8, vediamo gente che con la mascherina  fa la fila per entrare nei supermercati e si saluta mantendendo il distanziamento sociale. La macchina da presa si focalizza sugli operatori sanitari impegnati ad affrontare la terribile emergenza che ha trasformato New York  nell’epicentro degli Stati Uniti. Un’esperienza visiva che disorienta dove il silenzio irriconoscibile e surreale viene interrotto dal suono delle ambulanze.

A New York l’epidemia, come ha sottolineato lo stesso Spike Lee, ha fatto emergere ancora una volta il profondo divario ancora esistente tra i ricchi e i poveri. “Ci sono chiare disuguaglianze nel modo in cui il Covid-19 sta colpendo la gente della nostra città”, ha dichiarato il regista intervistato alla Cnn in occasione della presentazione del cortometraggio. Molti afroamericani e latinoamericani svolgono lavori pubblici ad alto rischio che li espongono più facilmente alla malattia. I virus sta uccendo più neri che bianchi insieme a tutti coloro che non hanno assistenza sanitaria e che non potendo accedere persino all’acqua sia tra i più esposti a rischi di malattie.

Autore dell'articolo: Monica Straniero