Keine Papiere, l’arte clandestina che racconta i profughi

Il Collettivo FX ha realizzato una mostra fotografica sulle proprie opere di street art durante il Festival Filosofia e fino a febbraio alla Biblioteca Poletti di Modena. Al centro le storie di migranti, profughi e rifugiati. Le opere clandestine sui "sans papier" di questo gruppo di artisti viaggiano dipinte sui vagoni merci in tutta Europa

 

Terminato il Festival Filosofia a Modena, è rimasto aperto nella Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti lo sportello di un’agenzia viaggi. Lì, da “Fx viaggi, per chi ama gli eventi, viaggi senza documenti”, si può comprare un biglietto Modena-Massua, 6.390 km, rischio di morte medio del 45%, 388 giorni di viaggio divisi in nove tratte con diversi mezzi, bus, camion, barconi, sosta in campo di detenzione. Si tratta, se non si fosse capito, di una installazione artistica della mostra “Keine Papiere, Senza le carte di identità” mostra sulle opere del Collettivo FX, curata da Carla Barbieri, in esposizione  fino al 13 febbraio 2020.

“Keine Papiere” in tedesco significa “senza documenti”. Questa scritta ormai appare su decine di treni merci che attraversano l’Italia e l’Europa, grazie ai disegni realizzati clandestinamente dal Collettivo FX: donne o uomini tratteggiati in bianco sul ruggine dei vagoni, con dolorose storie di migrazione, rifugiati, apolidi, profughi “esclusi dall’umanità” come scriveva Hannah Arendt. Vagoni merci che trasportano persone come quelli che viaggiavano verso i lager.

La mostra di arte contemporanea, tra scaffali di libri d’arte, denuncia la condizione di chi non ha documenti, l’apolide, in una società che sempre più è impaurita dai flussi migratori. E’ composta dalle fotografie degli oltre 300 treni sui quali il Collettivo FX  ha dipinto una persona impaurita, scalza e infreddolita, sdraiata o rannicchiata, affiancata dalla scritta Vorsicht, Er/Sie hat Keine Papiere e dall’indirizzo instagram del Collettivo.

Sono esposte anche le “fotografie viaggiate”, cioè quelle di chi ha raccolto il messaggio ed ha risposto via Instagram, comunicando dove il treno è stato visto passare.

Il Collettivo FX ha inoltre  donato alla Biblioteca Poletti un grande rotolo di carta lungo oltre 20 metri su cui è stato sintetizzato il drammatico percorso compiuto dai migranti dal loro luogo d’origine fino all’approdo in Europa e al rimpatrio forzato dopo la cattura da parte delle forze dell’ordine. Un dipinto a tappe, che diventerà un libro d’artista per la biblioteca, Il lungo viaggio di X. racconta le vicissitudini che dalla Nigeria alla Germania affrontano queste persone. Ogni singola tappa è stata riportata ed esemplificata con pathos partecipe. La morale, polemica, che ne emerge chiama in causa ogni cittadino europeo, visto che – secondo gli autori dell’opera – essi beneficiano dei vantaggi assicurati loro dall’attività delle multinazionali, particolarmente del petrolio, operanti in Africa, e non solo, consumandone i prodotti quotidianamente, inconsapevoli dei danni ambientali e sociali provocati dalle iniziative industriali in territori un tempo incontaminati e in equilibrio con la natura.

Il Collettivo FX è di Reggio Emilia opera a livello nazionale e internazionale.  E’ composto da un piccolo gruppo di persone, che fa deliberatamente della street art un atto di impegno sociale. Ha realizzato centinaia di opere non solo in Italia e non solo sui treni. Ha elaborato anche una vera e propria teoria, raccolta nel testo Il metodo FX, secondo la quale il writer deve sentirsi, più che artista, un artigiano che riesce a raccogliere la storia e le idee di una comunità e rappresentarle visivamente.

Realizzata con le Biblioteche del Comune di Modena, all’interno del Festival Filosofia 2019 dedicato al tema “Persona”, la mostra “Keine Papiere” ha un controcanto in un allestimento documentario all’Archivio storico, “Nomen Omen”, dedicato al contrario ai documenti di identità e a chi li ha avuti, a cura di Gabriella Roganti e Giuseppe Bertoni.

(c) Fotoservizio Ums

 

Autore dell'articolo: Monica Straniero