Vale la pena vedere il film Hobbs & Shaw? Sì, se vi piace la pizza

Il film diretto da Leitch è uno spin off della saga di Fast and Furious, mal digerito da Toretto

Vi piace la pizza? La domanda può apparire fuorviante, se apre una recensione di un film prossimo all’uscita, ma è pertinente.

Perché se fate parte di quel mondo che per ‘pizza’ intende genericamente la categoria, annoverando non solo la celeberrima napoletana (alta o con il cornicione per intenderci), ma anche la romana (bassa e croccante) o le altre mille versioni, questo film è un’ottima pellicola da godersi nell’estate. Se, invece, siete più sofisticati e per ‘pizza’ intendete solamente la tradizionale versione partenopea, allora qualche problema in più lo potreste trovare.

Mi spiego meglio: se andate a vedere questo film considerandolo come uno della premiata saga (e famiglia) dei Fast and Furious, made in Vin Diesel e la sua combriccola, sbagliate approccio e di grosso. Niente auto fiammanti, fatta eccezione per la McLaren guidata da Shaw ne trovate giusto un’altra mezza dozzina (e solo da vedere ma non in movimento), pochissime donne da sballo (se ne contano sulle dita delle mani) e poche armi esagerate a fare da cornice alla scena. Infine, cosa incredibile, zero musica latina!

Ecco allora che, più che gli eccessi di Toretto e soci, in Hobbs & Shaw potete trovare le gag stile “Tango e Cash” che il duo Sylvester Stallone – Kurt Russell interpretò sulla scena a fine anni ’80. Insomma, parliamo di una nuova storia indipendente che, in comune con la saga #fast&furious, ha solamente il richiamo alla serie e nulla più, se escludiamo adrenalina, le tecnologie utilizzate per le scene e gli eccessi spettacolari al cui confronto 007 appare come un pivello.

Volendo tralasciare la trama, scontatissima, la domanda che potete porvi è: perchè esiste uno spin-off della saga di Toretto? Tutto ha inizio da un battibecco tra Dwayne Johnson e Vin Diesel sul set di Fast & Furious 8. La leggenda racconta di un post sui social del samoano che definiva “pappamolla” un non meglio precisato collega (e non è un caso che in quella pellicola Johnson e Diesel non compaiono mai nella stessa inquadratura). Johnson aveva poi spiegato di aver avuto un chiarimento con lo stesso Diesel ma le personalità dei due sono apparse inconciliabili.

Tuttavia, money is money e la produzione ha pensato che Dwayne Johnson non poteva perdere di “valore cinematografico”; ecco allora che si arriva al compromesso e alla ‘divisione delle parti’ seppur sotto lo stesso tetto (economicamente strategico) di Fast and Furious e alla messa in scena della nuova coppia formata dal duo Luke Hobbs (Johnson) – Deckard Shaw (Statham), con benestare dello stesso Johnson che, peraltro, è entrato nel progetto con la sua casa di produzione, la Seven Bucks, creando di fatto un universo parallelo alla saga principale, la cui sceneggiatura è stata scritta dallo storico autore della saga, Chris Morgan, e diretta da David Leitch (regista del primo John Wick e, guarda caso di Deadpool 2, che molte cose ha in comune con la realizzazione di questa storia).

Per i più distratti rammento che la coppia Dwayne Johnson e Jason Statham torna a vestire i panni di Luke Hobbs e Deckard Shaw dopo essersi affrontati e provocati nel film Fast & Furious 7, del 2015.

Morale della favola: Fast & Furious 9 è stato spostato in avanti di un anno, rispetto a quanto previsto e gli amanti dei film di azione in generale, come della pizza, possono godersi un ennesimo film che, complice anche la credibilità dei caratteristi di sottofondo (su tutti il cattivo Idris Elba, la figlia di Hobbs e, ovviamente, Hellen Mirren oltre al quasi cameo di Ryan Reynolds) e di una non bella ma intrigante Vanessa Kirby, nel panorama action movie, la sua figura la fa, eccome.

Se poi vogliamo sofisticare che si poteva fare di più e meglio ci sta, ma allora è come dire che la pizza vi piace solo napoletana.

 

Nota: Eppoi volete mettere il valore aggiunto  di imparare a capire come si può pugnalare un uomo con un mattone?

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Marco Michelli