Tra pop e folk, l’irlandese Loreena Mckennitt incanta Molfetta

Il suo mix di musica celtica, pop, folk e world music ha conquistato critica e pubblico

Il 20 luglio, è tornata in Italia la cantautrice canadese Loreena McKennitt, con un tour estivo di sei date, lungo tutta la nostra penisola: Firenze, Milano, Udine, Macerata, Roma. Venerdì 26  presso l’Anfiteatro di Ponente di Molfetta, l’artista ha portato tutto il suo repertorio di musica celtica. Ad affiancarla sul palco Brian Hughes (chitarra, oud e bouzouki celtico), Caroline Lavelle (violoncello), Hugh Marsh (violino), Dudley Philips (contrabasso) e Robert Brian (batteria).

A circa dieci anni di distanza dalla pubblicazione del suo ultimo album di inediti, McKennitt ha presentato presenta il suo nuovo album  dal titolo Lost Souls (Quinlan Road). Lunghi capelli rossi e voce da soprano, sono le origini irlandesi e scozzesi  ad aver influenzato la sua musica, un canto lirico declinato con la tecnica celtica delle tradizioni popolari.

Nei nuovi brani si spazia dall’amata Irlanda al Medio Oriente. Non mancano riferimenti letterari, da John Keats a William Butler Yeats, a Ronald Wright, che con il saggio “A Short History of Progress” ha ispirato il brano che dà il titolo all’intero lavoro. La voce evocativa di McKennitt fluttua su tutto mentre canta di incontrare il fantasma del suo amore perduto. Nel 1998 la sua vita è infatti crollata, un incidente in barca è costata la vita del suo fidanzato, di suo fratello e di un suo amico. La tragedia l’ha portata a fondare il Cook-Rees Memorial Fund per la ricerche e i salvataggi in acqua. Negli anni seguenti, la musica di McKennitt è stata la colonna sonora di alcuni film ma è rimasta in gran parte silenziosa al grande pubblico fino al 2006, quando si esibì a Granada. 

La sua ricerca della presenza dei Celti nel mondo, l’‘eclettismo celtico’ come è stato definito, l’ha portata a viaggiare attraverso non solo l’Irlanda e la Scozia, terre dei suoi antenati, ma anche a spingersi in Turchia, Siberia, Cina e molti altri paesi, luoghi molto lontani dalle praterie di Manitoba dove è cresciuta. La McKennitt descrive ciò che fa come “scrittura musicale da viaggio”. Il risultato è una fusione straordinaria e accattivante. Una miscela di sound celtico eclettico, pop, folk e world music che ci descrive un mondo piccolo dove noi siamo l’entensione nel presente di una storia precedente e collegata. Ad oggi l’artista ha venduto 14 milioni di album, vincendo dischi d’oro, di platino e multi-platino. 

 

 

Autore dell'articolo: Monica Straniero