Midsommar, il villaggio dei dannati

Il regista di “Hereditary - Le radici del male” ci porta in un piccolo villaggio della Svezia dove ogni novant’anni in piena estate si svolge un leggendario Festival. Ma per un gruppo di amici quella che doveva essere una vacanza idilliaca si trasforma ben presto in un incubo terrificante.

Dopo il sorprendente esordio alla regia con “Hereditary – Le radici del male”, Ari Aster torna dietro la macchina da presa con l’horror più atteso di tutta la stagione cinematografica dai fan del genere. Protagonista l’attrice Florence Pugh (già apparsa in “The Falling”, “Lady Macbeth”, “L’uomo sul treno – The Commuter” e attualmente impegnata sul set di “Black Widow”, film sull’eroina Marvel interpretata da Scarlett Johansson), qui nei panni della giovane Dani che, insieme al fidanzato Christian (Jack Reynor) e a un gruppo di amici, decide di recarsi in Svezia per partecipare a un famoso festival di mezza estate del luogo. I ragazzi partecipano ai pasti, alle cerimonie e ballano con gli strani membri della tribù. Scoprono un gruppo di uomini affiatati, apparentemente benevoli e persino giubilanti, tutti vestiti con uniformi di lino bianco personalizzate con simboli runici. Questo remoto villaggiodi campagna, chiamato Harga,  si trasformerà rapidamente in un luogo da incubo.

Aster costruisce un mondo affascinante e unico interamente da zero, con una propria lingua, una storia, mitologia e tradizioni. Per farlo è volato in Svezia per visitare i musei del folklore, le hälsingegårds (fattorie) del profondo nord, intervistando esperti del settore e studiando meticolosamente le usanze tribali svedesi per capire come vivevano le persone nelle comunità scandinave rurali e religiose, da 500 anni fa fino ai giorni nostri. Ambientato nelle campagne fuori Budapest, in Ungheria, per rappresentare la remota Svezia, il film è una fiaba oscura e visionaria incentrato sull’indottrinamento graduale di Dani mentre si allontana da Christian e dal suo passato tormentato.

Il regista racconta che l’idea del film è nata da una serie di riflessioni su una relazione di tre anni andata male. Come Hereditary, che era un dramma familiare camuffato da horror, Midsommar è per il regista l’elaborazione di un trauma personale. Il film inizia in un mondo maschile, mentre Christian e i suoi compagni competono per il successo professionale facendo battute volgari sulle donne delle loro vite, inclusa Dani. Ma nel mondo di Hårga, la storia diventa sempre più dominata dalle donne, culminando in un rito di fertilità che è tra le immagini cinematografiche più potenti degli ultimi tempi, una presa di potere da parte delle donne in un periodo storico in cui gli uomini tentano ancora di controllare i loro corpi.
Il film nelle sale dal 25 luglio e distribuito da Eagle Pictures, non è solo una storia di empowerment femminile ma anche un viaggio sull’indottrinamento. Perché quando idee velenose mettono le radici dentro di noi, potrebbe essere troppo tardi per estirparle.

Autore dell'articolo: Monica Straniero