Elisa e Marco Mengoni raccontano il Re Leone, una parabola sulla sostenibilità del mondo

Le voci italiane de Il Re Leone hanno incontrato la stampa per parlare dei loro personaggi nel nuovo film Disney

 Jon Favreau  riporta al cinema dal 21 agosto e distribuito da The Walt Disney Company Italia, i personaggi dell’amato classico d’animazione Disney del 1994, Il Re Leone,  in una versione fotorealistica di animazione computerizzata, un approccio tecnologicamente innovativo in grado di restituire tutta la bellezza dell’Africa e dei suoi abitanti animali.

La star internazionale Elisa, voce della musica italiana già impegnata nel recente Dumbo di Tim Burton, è la voce di Nala, amica di Simba fin da cucciola. Nala è una potente leonessa che si preoccupa del futuro delle Terre del Branco e incoraggia Simba a seguire il proprio destino come futuro Re. “Il mio personaggio esprime calore e empatia, emozioni con cui abbiamo lavorato in doppiaggio, insieme alla fierezza delle leonesse e la combattività di Nala”.

La voce di Simba, destinato ad essere un potente re fin dalla nascita, è quella di Marco Mengoni, alla seconda esperienza di doppiaggio. La star del pop italiano festeggia quest’anno dieci anni di carriera con 50 dischi di platino. “Con Simba abbiamo dovuto studiare due volte, perché il personaggio muta nel corso del film. Da erede al trono, a giocherellone spensierato, di nuovo a futuro re. Per entrare nel personaggio ho quindi un po’ giocato con me stesso e con la difficoltà di prendere in mano le redini e le responsabilità della propria vita, come fa Simba”.

Il Re Leone è soprattutto una parabola sulla sostenibilità del pianeta.”Bisogna salvare il mondo da noi stessi e la situazione è già critica”, afferma Mengoni. Spero che tra 50 anni i nostri figli possano ancora vedere un leone vero, nelle riserve, oltre che al cinema”.  Per Elisa, è necessario fare prima di tutto i conti con il nostro approccio al consumismo. “Non abbiamo avuto molto aiuto da istituzioni e governi, in passato, ma ora, finalmente, c’è più coscienza. Siamo ancora nel campo delle buone intenzioni. Bisogna passare della parole ai fatti”.

Autore dell'articolo: Monica Straniero