Carmen e Lola, l’amore tra due donne gipsy

L'esordio alla regia di Echevarría racconta la storia di due giovani donne, che sembrano avere un destino già segnato soltanto per la loro appartenenza alla comunità gipsy

Dopo il successo di film americani come Love, Simon, Boy Erased e Call Me by Your Name , gli studios di Hollywood hanno finalmente iniziato “sdoganare” l’omosessualità, una svolta significativa in tempi in cui i diritti umani sono sotto attacco da parte degli intolleranti. Un tendenza su scala globale che rende Carmen y Lola ( Carmen e Lola ) un film necessario. Candidato a otto Goya Awards (la versione spagnola degli Oscar) lo scorso anno, ne ha vinti due per il miglior esordio e per la Miglior attrice non protagonista (Carolina Yuste).

Arantxa Echevarría, regista basca alla sua opera prima, ha scelto due attrici non professioniste, Rosy Rodríguez e Zaira Morales , per trattare le difficoltà per le donne gipsy  di manifestare apertamente la propria sessualità, di emanciparsi da un sistema che le vuole sottomesse all’uomo. E lo fa attraverso una storia d’amore dai tratti quasi fiabeschi che coinvolge due adolescenti gitane che vivono alla periferia di Madrid.

Carmen (Rodríguez) si sta preparando ad un matrimonio di convenienza con un altro ragazzo della sua comunità. Il futuro per lei è già scritto: accudire il marito e crescere il maggior numero di figli possibile. La sedicenne Lola (Morales) ha invece grandi aspirazioni. È una street artist di talento e studia per diventare insegnante. Rifiuta di conformarsi alle regole maschiliste che impongono a una gipsy di vivere in gabbia.
Lola alla ricerca dell’anima gemella sul web ricorre ai graffiti per dichiarare il suo amore a Carmen, con tanto di simbolismo sugli uccelli che volano verso la libertà. Carmen invece si sottrae chiarendo che è “una ragazza normale” e non “strana”. Ogni speranza di una relazione tra le due ragazze sembra compressa da un sistema chiuso e tradizionalista come la comunità gitana.

Il linguaggio a cui ricorre Echevarría durante tutto il corteggiamento sottolinea la cultura di un’etnia in cui il patriarcato è un valore fondante. La scena del fidanzamento tra Carmen e Rafa rivela i meccanismi di una società che riduce la figura femminile  al cosiddetto “focolaio materno”. Una lunga sequenza è dedicata ai canti in Chiesa dove si invoca la benedizione del Signore su chi mostra deviazioni sessuali. Ovviamente, l’amicizia tra Carmen e Lola non rimane platonica e la narrazione si riduce lentamente a uno scenario ovvio in cui le ragazze sono costrette a vivere in clandestinità il loro amore.

Il regista si tiene lontano da ogni tentazione voyeuristica per lasciare spazio interamente al racconto sulle condizioni di vita della LGBT nella comunità gitana, dove l’omosessualità è un tabù secolare. Come lo è ancora in molte in molte parti del mondo, comprese le zone  più ultraconservatrici degli Stati Uniti dove vige la cosiddetta terapia di conversione che mira a cambiare l’orientamento sessuale di una persona gay e ‘farla diventare’ eterosessuale. Carmen e Lola, nelle sale dal 27 giugno con Exit Media, è un coinvolgente film in stile semi documentaristico che porta il pubblico in una vibrante comunità bloccata nel buio dei pregiudizi.

Autore dell'articolo: Monica Straniero