Al via in Calabria con Dee Dee Bridgewater, Armonie d’Arte Festival

Un’estate con spettacoli e performance in una location inedita, il Parco archeologico Nazionale di Scolacium a Roccelletta di Borgia in provincia di Catanzaro, luogo d’eccellenza, immerso tra ulivi secolari e segnato da una cultura millenaria.

Dal 20 luglio al 15 settembre 2019 arriva la XIX edizione di Armonie d’arte Festival, per invadere la scena con l’energia propulsiva del talento delle donne con performance live di danza, musica e teatro. La rassegna calabrese, che ogni anno richiama le migliori eccellenze artistiche provenienti da ogni parte del mondo, si è imposta nel panorama culturale nazionale e internazionale con una identità chiara e forte fondata sulla bellezza e la creatività. Cinquanta gli appuntamenti in programma, suddivisi in cinque sezioni: I solisti, Gli anniversari, Non solo spettacolo, La nostra Bellezza, E-Venti. “E’ un momento particolare e noi siamo quel Mediterraneo antico, nobile e poetico del mondo occidentale. Conserviamo una serie di archetipi che fanno la storia contemporanea”, ha dichiarato l’ideatore e direttore artistico del Festival Chiara Giordana nel corso della conferenza stampa. E ha aggiunto: “Con Armonie d’arte vogliamo raccontare la Calabria positiva, dare valore ai nostri luoghi e rappresentare quel Sud positivo motore dell’intero Paese. Non solo spettacolo, ma anche riflessione e un repertorio che svela la Calabria, patria del sole, attraverso la sua antichissima arte”. Giordana ha ribadito che la questione culturale è una sfida da vincere, l’unica in grado di arginare le disarmonie divaganti del nostro tempo. “Occuparsi di Festival oggi può rappresentare quello spazio che consente una agorà ritrovata. Un dialogo. Armonie Arte Festival è un luogo di positività condivisa e utile. L’Italia cammina bene se può farlo nel solco della cultura”, ha concluso.

Il tema dell’edizione 2019, sarà “Sitos & Food, Anima Mundi”, il cibo inteso come filo rosso che attraversa l’umanità. Cibo del corpo e dell’anima, dalla notte dei  tempi. Un neologismo, nato dall’ unione tra la  parola  greca  Sitos – lingua  internazionale  antica  –  e  quella inglese Food – lingua internazionale contemporanea, che racchiude lo spirito del festival, ovvero coniugare il profilo internazionale con l’esigenza di valorizzare le risorse locali. Diventare un ponte ideale tra il passato e il nostro tempo che guarda al futuro.

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Per questo motivo anche quest’anno sono tantissimi i nomi internazionali, giovani emergenti e produzioni in prima esecuzione italiana previsti dal cartellone della nuova edizione del Festival. Come l’artista eclettico Dimitris Papaioannou che con Since She  porta al festival l’ultimo lavoro creato per la storica compagnia TanzTheater Wuppertal Pina Bausch. Ed è proprio all’icona del linguaggio artistico contemporaneo, madre del teatro-danza, Pina Bausch, scomparsa dieci anni fa, che la rassegna ha deciso di rendere omaggio con una serie di incontri, mostre, proiezioni, conversazioni e racconti per immagini.

Ad inaugurare la rassegna è la raffinata Ute Lemper con un progetto esclusivo e poetico dedicato al Parco archeologico di Locri, spazio più noto come simbolo di criticità. E poi Dulce Pontes & Band con il suo ensemble che sta vivendo un momento d’oro della sua carriera con Ennio Morricone. A seguire Shine, dedicato alla luna (nei cinquant’anni dell’allunaggio) e ai Pink Floyd di Misha van Hoeche. Lo spettacolo, con le coreografie di Micha van Hoecke, si caratterizza dal sound ipnotico dei Pink Floyd Legend e interpretato dai solisti e corpo di ballo Compagnia Daniele Cipriani. Spazio anche per la lirica con due opere tra le più amate: Pagliacci con Piero Giuliacci,  Alberto Mastromarino, Rossana  Potenza, e Tosca con Dimitra Theodossiu e Francesco Anile, e tanto altro ancora.

Foto di Copertina: Giorgio Trapasso

Autore dell'articolo: P. M.