Tennis: a Roma Nadal suona la nona, Karolina la prima. Si chiudono gli Internazionali, diamo i voti.

Un'edizione costellata dalle polemiche, dal maltempo, dal freddo e dai ritiri, ecco le nostre pagelle finali dopo una settimana di - comunque - grande tennis.

Con la vittoria dello spagnolo Rafa Nadal e della ceca Karolina Pliskova si è chiusa la 76. edizione degli Internazionali di Tennis di Roma. Rafa ha battuto in finale il serbo Novak Djokovic per 6-0, 6-7, 6-1 con una prestazione a dir poco superba. La ceca Karolina ha sconfitto invece la rediviva inglese australiana Jo Konta per 6-3, 6-4 mettendo in mostra il suo tennis piatto e potente, dimostrando anche miglioramenti netti di movimento sulla terra rossa. Due bellissime finali che hanno coronato un’edizione assolutamente strana di questo splendido torneo.

Diamo allora un po’ di voti e cerchiamo di essere obbiettivi.

10 – Rafa Nadal, Nole Djokovic, Roger Federer, Juan Martin Del Potro, Karolina Pliskova e Jannick Sinner. Rafa si è dimostrato il vero King of Clay, mai in pericolo di perdere una partita in questo torneo, ha buttato giù gli avversari come birilli con la sua clava mancina. Nè Tsitsipas nè Nole sono mai stati in condizione di vincere contro di lui, e, soprattutto, si è ben guardato di fare polemiche di sorta. Ha pensato a giocare e a presentarsi a Parigi con almeno una coppa nello zainetto. Bravo.

Djokovic merita il massimo perchè nelle condizioni in cui ha dovuto giocare, affrontando due gare in notturna di oltre due ore è arrivato in finale e ha dato tutto quello che gli era rimasto in corpo. Anche lui gran signore, ha chiuso subito la questione della stanchezza e della programmazione dando a Rafa quel che è di Rafa.

Per Roger non abbiamo che lodi sperticate. E’ arrivato gentilissimo e disponible con tutti, ha fatto bagni di folla degni di un papa, ha messo in mostra giovedì un tennis stellare regalando emozioni e spettacolo al pubblico romano, si è fatto selfie e firmato autografi come fosse un ragazzino che si deve conquistare la scena, è stato immenso. Peccato il ritiro, di certo precauzionale, ma anche il suo twitter finale ha lasciato intendere che la love story con Roma non è finita.

L’argentino DelPo si merita 10 e lode per come è rientrato dall’infortunio al ginocchio, pazzesco. Ha avuto due matchpoint contro Nole giocando un tennis pazzesco. Rivederlo in campo è sempre una gioia, Thor è tornato e ne godiamo moltissimo. Pliskova è arrivata a Roma senza nessun tipo di aspettativa se non quello di ruscire a trovare la quadra sulla terra rossa. Zitta zitta ha infilato un set dopo l’altro e ha sofferto solo contro Azarenka nei quarti, poi è andata spedita verso il suo primo titolo. Con lo zampino della sua coach Conchita Martinez, ex regina di Roma negli anni ’90, potrà fare bene anche a Parigi. Infine il nostro Sinner ha disputato un torneo eccezionale. Partendo dalle pre-qualificazioni, arrivando in finale, giocando una partita meravigliosa contro Musetti, e poi vincendo nel main draw contro il numero 59 del mondo  – Steve Johnson – la sua prima partita in un Master 1000. Non ha sfigurato nemmeno contro Tsitsipas al quale ha fatto vedere lampi del genio che verrà, stupendo campioncino in fieri che ha già fatto innamorare il foro.

9 – Vika Azarenka, Diego Schwartzmann, Andrea Basso e Lorenzo Musetti – La bielorussa Azarenka ha fatto vedere il tennis stellare di cui è capace già nel primo incontro contro la Svitolina, favorita alla vigilia del torneo. E’ arrivata nei quarti giocando benissimo, le manca ancora la mentalità da ko che aveva qualche anno fa ma è questione di minuti. A Parigi la vedo benissimo. L’argentino Diego Schwartzmann si è rivelato un vero supereroe. Quando ha battuto Berrettini tutti a dire che era l’italiano ad aver perso, poi però ha fatto fuori Nishikori ed è stato in partita sempre con Djokovic, dandogli filo da torcere fino alla fine. Dal basso del suo metro e settanta, il vero gigante di Roma. Infine nota d’obbligo per Andrea Basso e Lorenzo Musetti, il primo partiva dalle pre-pre qualificazioni ed è arrivato a vincerle conquistandosi il diritto ad incrociare la racchetta con Marin Cilic. Dopo un primo set nullo, nel secondo ha fatto vedere che con un pizzico di fiducia in più se la giocherebbe. Musetti ha messo in mostra tutto il suo repertorio straordinario fatto di rovesci a una mano, palle corte, fantasia, variazioni, un tennis alla Federer che però ha bisogno di tempo per esplodere. Il ragazzo arriverà ma con più calma rispetto a Sinner.

8 – Maria Sakkari e Kiki Mladenovic. Torneo strepitoso per due ragazze giovani, con tanta voglia di emergere, la greca e di riemergere, la francese. Entrambe hanno due ottimi coach e a Pargi le vedo nei quarti almeno.

7 – Stefanos Tsitspas. Torneo di buon livello, ha fatto il suo battendo Sinner e Fognini, si è infranto sul muro di Nadal ma di più non avrebbe potuto. Resta l’aura di magia e fascino che già scatena attorno a sè, il sorriso e la disponibilità di un vero campione. Arriverà  al numero uno, appena si schiodano dall’alto quei tre.

6 – Dominic Thiem. L’austriaco ha giocato maluccio, ma gli diamo la sufficienza solo perchè è stato costretto al doppio turno alle 10 di mattina dopo che mercoledì l’ha passato negli spogliatoi a contar le palline aspettando che spiovesse. Lamentoso e falloso in campo ha dato la colpa agli organizzatori ma da Verdasco ci aveva già perso 3 volte su 3. Quindi poteva star zitto.

5 – La direzione e l’organizzazione del torneo meritano ampiamente l’insufficienza per come hanno gestito tutto. Dalla giornata di pioggia, ai doppi turni, alla mala gestione dei campi di cui anche Federer si è lamentato, dagli accrediti stampa dati per soli tre giorni ad alcuni, ritirati ad altri (addirittura ad Ubaldo Scanagatta, uno dei più longevi esperti del settore), ma soprattutto per il rimborso dei biglietti non usufruiti che ancora i pganti stanno aspettando.  Davvero molto male. Molto molto male.

4  – A Nick Kyrgios per la solita sceneggiata in campo con lancio di racchetta, calci alle bottigliette d’acqua, lancio di sedia in campo ed espulsione dal torneo. Ma non è nemmeno più una novità.

3 – Angelo Binaghi. Il Presidente della Federtennis è stato il bersaglio più criticato di questa edizione. In quelle passate aveva detto che il torneo se ne infischiava di uno come Federer perchè il torneo era più importante del singolo salvo raddoppiare se non triplicare il prezzo dei biglietti appena saputo che veniva Roger. Lo stesso svizzero lo ha criticato e ci è rimasto male. Ha gestito malissimo la questione pioggia e rimborsi insieme al direttore del torneo Sergio Palmieri, solo domani i possessori dei ticket non validi sapranno cosa dovranno fare. La Codacons sta per aprire una denuncia. Si crede molto bravo perchè in questa edizione ha battuto ogni record di incasso e spettatori ma non è trattandoli male che quelli torneranno. Per fortuna il tennis è più forte di Binaghi.

 

Autore dell'articolo: Elena Dal Forno

Elena è giornalista dal 1994. Si occupa di vita in generale, cinema, arte, tennis, cucina vegana. Quando non è al cinema è in viaggio. Spesso la cosa coincide.