Un Piano Lupi senza abbattimenti

I lupi italiani sono salvi. No agli abbattimenti, perché non servono. Lo dice il nuovo Piano di conservazione e gestione redatto dal Ministero

L’Italia ospita un patrimonio di lupi ragguardevole, circa il 9-10% della consistenza del lupo a livello europeo (tolta la Russia) e il 17-18% a livello comunitario. Il nuovo  “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia” , non prevede le uccisioni, quegli “abbattimenti selettivi” che per anni sono stati utilizzati nella gestione delle popolazioni delle molte specie giudicate in esubero.

“Il piano approvato, declinato in 22 misure, ribadisce che non servono gli abbattimenti, ma una strategia”, ha spiegato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Questo non toglie che occorra un continuo aggiornamento delle linee guida del Piano e che altre iniziative verranno prese anche parallelamente, con il Piano”.

Il Presidente di Animalisti Italiani Onlus, Walter Caporale, si dice soddisfatto delle nuove regole: “Al Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, tutta la nostra stima per aver mantenuto il suo impegno quando, lo scorso anno, gli abbiamo consegnato per primi oltre quattrocentomila firme contro l’abbattimento dei lupi richiedendo con urgenza l’approvazione del Piano Lupi. Oggi è per noi una vittoria che mostra la crescente sensibilità dei cittadini sui diritti degli animali ed un’apertura all’azione da parte delle Istituzioni. Ciò che conta è il diritto alla vita di ogni essere senziente”.

La  campagna “Salva il lupo” lanciata dall’associazione è nata per tutelare una specie in via d’estinzione, fondamentale per la salvaguardia del sistema ambiente, per mantenere la biodiversità ed assicurare la funzionalità degli ecosistemi presenti nel nostro Paese. Ma anche quale volano di attività economiche che possano attrarre turismo persino in zone fino ad ora marginali del paese.

La convivenza fra uomini e lupi è infatti possibile attraverso la strada della salvaguardia dai probabili conflitti al di fuori dei soliti stereotipi ai quali siamo stati abituati. Ad esempio gli attacchi agli animali e in particolare agli ovini non sempre sono opera dei lupi ma spesso sono la conseguenza di modalità di gestione delle aziende agricole incompatibili con la presenza dei lupi.

Non a caso tra le altre novità del nuovo Piano: un maggiore contrasto al bracconaggio e la prevenzione delle ibridazioni tra lupi e cani, causa dei maggiori contrasti con le attività produttive sul territorio.

 

Autore dell'articolo: Monica Straniero