Riccardo Scamarcio al Bif&st con “Non sono un assassino”

Il film di Andrea Zaccariello con Riccardo Scamarcio e Claduia Gerini in anteprima al festival del cinema di Bari

Presentato al Bifest 2019. “Non sono un assassino” è il film di Andrea Zaccariello ispirato all’omonimo romanzo del magistrato barese Francesco Caringella. Nelle sale a partire dal 30 aprile, vede nel cast gli attori Riccardo Scamarcio, Claudia Gerini, Alessio Boni, Edoardo Pesce e la pugliese Claudia Lerro, che interpreta il giudice del processo.

Il film narra la storia del vicequestore Francesco Prencipe, interpretato da Scamarcio, accusato della morte del giudice Giovanni Mastropaolo (Alessio Boni), suo migliore amico. I due si incontrano dopo due anni: un colloquio di poche parole, una domanda, una risposta. Quella stessa mattina il giudice viene trovato morto, freddato da un colpo di pistola alla testa. Francesco è l’ultimo ad averlo visto. Solo sue le impronte nella casa. Solo suo il tempo per uccidere.

Ad interrogarlo ed accusarlo una PM, Claudia Gerini, che conosce il suo passato e che vuole scavare nella faccenda per arrivare a conoscere la verità. A difenderlo, l’avvocato amico di una vita, interpretato da Edoardo Pesce.

Il film dissemina indizi ricorrendo a continui slittamenti di piani temporali per arrivare al vero assassino. Con una regia diretta e personale, Zaccariello, autore di Boom (1999) e Ci vediamo domani (2013), dà vita ad un noir interessante che conduce lo spettatore nei meandri della giustizia, fino a scoprire come in un processo, spesso, menzogne e verità s’intreccino, legate da un sottilissimo filo.

Mentre Claudia Gerini ostenta sobrie espressioni facciali andando spesso sopra le righe nel tentativo di orientarsi nell’intrico di ipotesi e dubbi, Riccardo Scamarcio mostra invece una sensibilità speciale per una interpretazione di un’inafferrabile ambiguità. Incarna il doppio che ci attrae e ci spaventa, rappresenta ciò che vorremmo ma non abbiamo la forza di essere e di fare. Zaccariello sceglie l’immagine dello specchio, giacché un tale simbolo, più di ogni altro, registra la compresenza conflittuale dei contrari: luce e tenebre, bene e male, verità e finzione, salvezza e dannazione.

Un thriller inusuale ma ben riuscito nonostante a volte la struttura narrativa rischi di soccombere sotto il peso di inutili manierismi e artificiosità in particolar modo per ciò che concerne la ricerca ossessiva e contorta della verità

Qui l’intervista ai protagonisti Riccardo Scamarcio e Claudia Gerini.

 

Autore dell'articolo: Luana Martino