Ligabue torna con Start: “Ho ancora fiducia in un futuro migliore”

Ieri 8 marzo è uscito il nuovo disco di inediti di Luciano Ligabue. Dieci brani, due singoli e l'inizio di un tour negli stadi

E’ da ieri nei negozi “Start”, il nuovo album (il dodicesimo) di Luciano Ligabue. E’ un disco intenso, molto personale, che il rocker emiliano ha voluto “regalare” ai suoi fans per dire loro “Sono tornato” dopo la lunga assenza che lo ha visto impegnato nell’ambizioso e complesso progetto di “Made in Italy”, culminato con anche un film. Perché “regalare”? Perché “Start” è qualcosa di completamente opposto a “Made in Italy – del 2016 e in cui al centro c’era una storia, un concept dalle diverse sfumature -: è un album che racchiude il desiderio di Ligabue di ripartire da quello che è oggi, molto diverso da quello di tanti anni fa, cioè un uomo che si guarda dentro nel suo rapporto di tutti i giorni con il tempo che passa (per la prima volta cover dell’album è un primo piano del suo viso: “Mi riconosco in quella foto, le rughe fanno parte di me, non posso nascondermelo” – ha detto), con le sue emozioni di marito e padre, e con le persone che lo circondano. Senza però nulla togliere al suo desiderio di trasmettere, con il ritmo e le liriche delle 10 canzoni presenti nell’album, tutta la sua energia.

Il tempo ha inevitabilmente un ruolo determinante in questo album come sottolinea anche la presenza al suo fianco, in “La cattiva compagnia” (ottavo brano di “Start”), del figlio Lenny Lorenzo, batterista amante del genere metal e produttore musicale, chiaro esempio qui, anche nell’animo del rocker di Correggio, di come il tempo riesca a creare sempre un legame tra passato e presente (“Lui è di una generazione che si è formata sul suono, più preparata musicalmente, molto diversa dalla nostra. In quel brano vi era la necessità di un batterista che fosse in grado di raddoppiare nel finale il tempo, quasi come a voler trasformare il brano in metal” – ha detto Ligabue).

E’ un album diretto, con quell’urgenza di raccontare che lo avvicina molto ai suoi primi dischi e che ruota attorno alle emozioni familiari di un padre orgoglioso, come traspare chiaramente dallo sguardo del Liga mentre nel video canta, vicino al figlio, le parole di questo riuscito brano, affermando, tra l’altro: “Ci si fa troppo male dentro a troppe verità”, forse ricordando i tre figli persi perché mai venuti al mondo.

Un “colloquio” con i figli –  avuti da due compagne diverse – che ha sempre caratterizzato la vita musicale e privata di Ligabue: a Lenny (nato dalla prima moglie, Donatella Messori), dedicò nel 1999, all’interno dell’album “Miss Mondo”, la struggente “Da adesso in poi”, in cui canta “Da adesso in poi ci proverò a farti avere il meglio che ho, il peggio lo troverai da te, ma vale la pena vivere”; a Linda (nata da Barbara Pozzo, moglie del Liga da 16 anni) dedicò “A modo tuo”, che però il rocker  volle che fosse una madre a cantarla e per questo la diede all’amica Elisa, da pochi anni divenuta madre di Emma e che nel 2013 l’inserì nel suo album “L’anima vola”: un brano in cui il cantante ancora una volta affrontava la difficoltà connaturata nella genitorialità ma anche la bellezza di poter crescere un figlio, con le parole: “Sara difficile, ma sarà come deve essere… Sarà difficile dire tanti auguri a te… A ogni compleanno vai un po’ più via da me.. A modo tuo andrai, a modo tuo”.

Anche in “Start” Luciano Ligabue (scoperto nel 1988 da Pierangelo Bertoli che incluse un suo brano “Sogni di rock’n’roll” nel suo album “Tra me e me”), si riafferma come poeta dell’amore per la vita e omaggia il modo femminile, come nel brano “Certe donne brillano”, fatto uscire proprio ieri, 8 Marzo, in occasione della Festa della donna e in cui canta: “Parliamo di te, che mi tenevi in tasca scegliendola tu la dose di aria fresca”, o come nel brano “Polvere di Stelle” in cui afferma “Ho bisogno di te, che hai bisogno di me per cambiare il mondo” o anche quando, in “Mai dire mai” afferma “Voglio farti sentire come vuoi sentirti tu”.

Il desiderio di fare qualcosa di molto differente da “Made inItaly”, qualcosa di più personale e di più “leggero”, è forse nato dal difficile periodo vissuto dal Liga dopo l’intervento alle corde vocali, nel 2017, per rimuovere un polipo alla corda vocale sinistra.

La produzione dell’album è di Federico Nardelli, un produttore molto più giovane di Liga, che ha messo in quell’effetto ruvido dei suoni ed immediato tutta la sua irruenza.

Impossibile tenere il Liga lontano dal palco a lungo e così il 14 giugno allo Stadio San Nicola di Bari prenderà il via il suo “Start Tour 2019”, accompagnato dalla sua band: Luciano Luisi (tastiere, cori), Max Cottafavi (chitarre), Federico Poggipollini (chitarre elettriche, cori), Davide Pezzin (basso) e Michael Urbano (batteria, percussioni).

14 giugno: Bari – Stadio San Nicola

17 giugno: Messina – Stadio San Filippo

21 giugno: Pescara – Stadio Adriatico

25 giugno: Firenze – Stadio Artemio Franchi

28 giugno: Milano – Stadio San Siro

2 luglio: Torino – Stadio Olimpico

6 luglio: Bologna – Stadio Dall’Ara

9 luglio: Padova – Stadio Euganeo

12 luglio: Roma – Stadio Olimpico

 

Autore dell'articolo: Giuseppe Sacchi