Captain Marvel, la supereroina femminista

Captain Marvel vuole ricordare che le donne emotive, arrabbiate, coraggiose sono pericolose per i sistemi di potere

Dopo aver abbandonato la propria vita sulla Terra, Carol si unisce alla Starforce, il reparto d’elite intergalattico dei Kree, guidato dall’enigmatico comandante Yon-Rogg. Ma una volta terminato l’addestramento ed essere divenuta un importante membro della Starforce, si ritrova nuovamente sulla Terra con nuove domande sul proprio passato. Qui, attira presto l’attenzione di Nick Fury e i due dovranno lavorare insieme per sconfiggere un nemico formidabile, gli Skrull — i famigerati cattivi Marvel resi ancora più pericolosi dalle loro abilità di mutaforma— e il loro leader Talos, che sta guidando l’invasione della Terra.

Co-diretto da Anna Boden e Ryan Fleck, “Captain Marvel è incentrata sulla prima supereroina Marvel protagonista di una franchise dedicata: Carol Danvers alias Captain Marvel, una sorta di Wonder Woman della Marvel. Basato sull’amata serie a fumetti Marvel pubblicata per la prima volta nel 1967, proprio in concomitanza con la forte crescita del movimento femminista americano, Captain Marvel vede l’attrice premio Oscar  Brie Larson (Room, Kong: Skull Island) nel ruolo di Carol.

I filmmaker raccontano di aver apprezzato molto la miniserie firmata da Kelly Sue DeConnick, la cui rivisitazione del personaggio ha fornito l’ispirazione generale per il film. “Mio padre era nell’aeronautica militare e io sono cresciuta in una base aerea”, afferma DeConnick. “Quando ho proposto a Marvel la mia idea per un nuovo ciclo di fumetti ho detto loro che la mia ispirazione per il personaggio di Captain Marvel/Carol Danvers era il famoso pilota collaudatore americano Chuck Yeager. Per me la chiave era rappresentata dalla metafora del volo: volare significa esplorare e superare i limiti delle nostre paure e dei nostri dubbi interiori. Dal punto di vista tematico, queste erano le caratteristiche che volevo fornire al personaggio”.

Black Panther descrive diversi modi in cui l’empowerment delle donne rafforza la società evoluta ed egualitaria dei Wakanda. Wonder Woman ha come protagonista una donna con i superpoteri in grado non solo di dimostrare la sua forza “bruta” ma anche emozioni ed empatia. Captain Marvel colloca ripetutamente Danvers nel contesto del sessismo del mondo reale e presenta la femminilità come una debolezza specifica di genere da superare. Un film in grado di mostrarci come gli uomini cercano di controllare le donne.

Sistemi oppressivi come la supremazia bianca, il patriarcato, il capitalismo e il colonialismo hanno portato alla disumanizzazione di interi popoli e alimentato razzismo, xenofobia, nazionalismo, misoginia, povertà e molto altro ancora. Captain Marvel, nella sale dal 6 marzo, ci dice che la rabbia è massimamente proibita agli oppressi. Che per i maschi, i ricchi e i potenti, l’ira è un’emozione infantile, un segno di debolezza. Che, infine ci sono questioni che esigono giustizia e la chiedono con l’unica forza a disposizione di chi non ha potere: la forza dell’emozione.

Autore dell'articolo: Monica Straniero