Suburra 2, l’impero del male all’ombra del Vaticano

Arriva domani 22 febbraio su Netflix la seconda stagione di Suburra, la serie, il primo crime thriller italiano originale Netflix prodotto da Cattleya e Bartlebyfilm in collaborazione con Rai Fiction

Dopo il successo della prima stagione – che ha debuttato su Netlix nell’ottobre del 2016 e che da allora non è mai uscita dalla Top 20 dei programmi più visti su Netflix Italia – le aspettative sono altissime. Nel cast, così come dietro le quinte, troviamo vecchie ma anche nuove conoscenze: vedremo ancora Aureliano (Alessandro Borghi, candidato David di Donatello con Sulla mia pelle, altro originale Netflix) che ha concluso la prima stagione con dei lutti che l’hanno portato a capo del clan di famiglia a Ostia; Spadino (Giacomo Ferrara), lo “zingaro” ambizioso che alla fine della prima stagione, nonostante la sua omosessualità, diviene complice della moglie Angelica (Carlotta Antonelli) proprio per raggiungere il potere nella famiglia Anacleti; Lele (Eduardo Valdarnini) che – dopo essersi dedicato allo spaccio e alla criminalità, conclude la prima serie con indosso la divisa da poliziotto; l’immancabile Samurai (Francesco Acquaroli), il “re di Roma” con i suoi contatti trasversali con chiesa e politica; Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro), il politico inizialmente idealista che nel corso della prima serie scende a patti con Samurai e Sara Monaschi (Claudia Gerini), la dipendente del Vaticano affamata di potere.

Tra le nuove leve, troviamo Cristiana (Cristina Pelliccia), una giovane poliziotta determinata e sottoposta a Lele, con tanta voglia di definire e ritagliare un proprio spazio all’interno di quello che è un mondo prevalentemente maschile; Adriano (Jacopo Venturiero), uno speaker radiofonico, tifosissimo della Roma ma che sfrutta la radio sportiva per cui lavora per fare politica (lui è un sostenitore dell’estrema destra) ed influenzare l’opinione pubblica e Nadia (Federica Sabatini), la giovane figlia di uno dei boss di Ostia che si rifanno alla famiglia di Aureliano Adami e la cui storia si intreccerà proprio con quest’ultimo.

La narrazione della seconda stagione riprende da dove era stata lasciata: tre mesi dopo i fatti della prima stagione, ci troviamo a quindici giorni dalle elezioni del nuovo sindaco di Roma, posto per il quale concorre anche Cinaglia sostenuto da Samurai. I terreni di Ostia sono ancora motivo di disputa tra Aureliano, Sara e Samurai. Il più determinato ad ottenerli è proprio quest’ultimo, che però ha bisogno della firma di Livia Adami (Barbara Chichiarelli) la sorella di Aureliano che è sparita da Roma nella prima stagione dopo aver ucciso Isabel, la ragazza di cui suo fratello Aureliano. Trovare Livia sarà di centrale importanza nella seconda stagione, tanto per Samurai, quanto per Aureliano che è logorato dal sentimento di vendetta non ancora consumata.
Nella seconda stagione, quindi, verranno approfonditi ancora i legami tra malavita e politica romana, mentre verrà introdotto quello dell’immigrazione e delle Onlus. Piero Messina – la new entry alla regia per gli episodi 4, 5 e 6 – ha anticipato e garantito che anche questa stagione sarà piena di action, persino più che nella prima. Già dai primi episodi, infatti, Suburra lascerà con il fiato sospeso e si avrà modo di conoscere i vecchi personaggi in vesti più mature e seguirne l’evoluzione nel corso della stagione.
La trama quindi si infittisce e si fa ancora più attuale: gli sceneggiatori (Barbara Petronio, Ezio Abbate, Fabrizio Bettelli e Camilla Buizza) non nascondono di aver attinto a diverse fonti, tra cui la stampa quotidiana ma anche ad atti processuali, oltre che ovviamente al romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini.

Un’altra novità della nuova stagione è evidente nel ruolo centrale che verrà ricoperto dalle donne, tanto per il cast quanto per il dietro le quinte. Adelaide (Paola Sotgiu) infatti, che nella prima serie era stata madre protettiva del figlio Spadino, sul finale si è trovata ad affrontare il tradimento di quest’ultimo e il come del suo primogenito Manfredi (Adamo Dionisi), eventi che per lei cambieranno tutto e che faranno emergere la sua forte personalità nella seconda stagione, nonché la sua leadership. Fondamentali saranno anche quei personaggi che nella prima serie erano state relegate a mogli nell’ombra, ovvero Angelica (moglie di Spadino) e Alice (moglie di Amedeo Cinaglia).
Per quanto riguarda il dietro le quinte, anche qui si inseriscono di prepotenza le donne: nella seconda stagione, infatti, la supervisione editoriale è stata curata da Barbara Petronio, che si è occupata anche della sceneggiatura.  Per la scenografia invece emerge Paola Comencini.

Insomma, in questa seconda stagione, in un mondo di violenza, collusione e bramosia di potere, determinante sarà la forte presenza femminile: anche le donne comandano, decidono e sanno come ottenere il potere. Come afferma Claudia Gerini – che si definisce grande fan della serie Suburra – “Le donne guidano il mondo in tanti aspetti” e nella seconda stagione si impongono anche nella Suburra. Quando le viene chiesto se le donne abbiano bisogno di più cinismo rispetto agli uomini per riuscire nei loro obiettivi, la Gerini nega: “le donne devono essere tutto quello che già sono e continuare a fare quello che già stanno facendo”: nella seconda stagione, dunque, avremo piena manifestazione della determinazione delle donne, che non saranno da meno rispetto ai criminali uomini e, anzi, in alcuni casi dimostreranno di essere più strateghe di loro. Si prospetta quindi una stagione avvincente, almeno quanto la prima.

E se la trama non bastasse per tenervi incollati agli schermi di Netflix dal 22 febbraio, la scenografia è straordinaria: il set della seconda stagione conta infatti più di 100 location e – oltre alle sedi politiche o di potere come Montecitorio, Palazzo Spada e, se vogliamo, via della Conciliazione (perché in questo gioco di potere, la Chiesa ha pur sempre un ruolo affatto secondario) – vedremo scorci meravigliosi del centro storico romano, come i Fori Imperiali e il Colosseo. Ovviamente non potrà mancare neanche la periferia e il litorale romano, con scene girate a Ostia e a Fiumicino.

 

Autore dell'articolo: Floriana Lovino