La vita in un attimo

Con La Vita in un attimo, Dan Fogelman si conferma uno dei talenti cinematografici più versatili e creativi dell’industria
Dal 21 febbraio al cinema “La vita in un attimo” racconta il complesso, tragico, amorevole e denso percorso che è la vita.  “Life itself” è infatti il titolo originale del film, ovvero la vita stessa. Scritto e diretto da Dan Fogelman, già creatore della famosa serie “This is Us”, la pellicola vede protagonisti Oscar Isaac e Olivia Wilde insieme a Mandy Patinkin, Olivia Cooke, Laia Costa, Annette Bening e Antonio Banderas.

“Questo film – dice Dan – parla della vita e di quanto sia enorme, confusa, piena d’amore e anche di tragedie. Parla delle persone. Ne esplora i trionfi e i fallimenti, la tristezza e la  felicità, racconta di questa cosa strana ma bellissima che ci accomuna tutti: la vita”.

Lo fa senza pietismo, ma andando all’essenza e alla crudezza dei sentimenti stessi, passando per i capitoli e i valori fondamentali di ciò che ci accomuna tutti. L’infanzia, l’adolescenza, l’innamoramento, il diventare genitori, la famiglia, la perdita, il dolore, la morte, l’accettazione, il superamento, l’amore eterno e universale. Ognuno dei personaggi tocca le corde assolute delle umane esperienze, attraverso cadute e redenzioni arriveremo ad essere persone migliori, ad avere vite splendide e quasi perfette, ci volessero anche passaggi di generazioni.
Questo è un punto cardine del film, che non è un classico polpettone romantico o melodrammatico come certa critica ha voluto far credere, ma una vera e propria dichiarazione di convinzione nell’evoluzione da parte del regista. Senza spoilerare troppo, ad un certo punto la madre di Rodrigo investe il ragazzo proprio di questo compito: “tu sei me e attraverso te io vivrò quella vita splendida che ora non potrò più vivere, regalami la migliore vita possibile”. Ed è così che farà il ragazzo, con un gioco incantato del destino, andando a sposare la ragazza senza genitori.
La storia, ormai a capitoli come nelle migliori tradizioni tarantinesche, si snoda tra New York e l’Andalusia in un continuo rimando di piani quantici, perché la realtà è che se un uomo sposa una donna in una campagna in Spagna, questo avrà un effetto anche su una coppia che vive a New York. Non lo scopriamo certo oggi, Babel in questo senso è un film che ha aperto la via, ma è sempre bene ricordare che siamo interconnessi, tutti, e che ogni nostro pensiero, ogni nostra azione, ogni soffio che mandiamo nell’aria ha delle conseguenze, belle o brutte che siano, e che quelle esperienze sono lì, semplicemente per farci superare nodi e diventare la migliore versione di noi stessi. E se non lo capiamo, le ripeteremo.

Autore dell'articolo: Elena Dal Forno

Elena è giornalista dal 1994. Si occupa di vita in generale, cinema, arte, tennis, cucina vegana. Quando non è al cinema è in viaggio. Spesso la cosa coincide.