Achille Lauro: “Vogliamo diventare i nuovi Oasis”

Achille Lauro è tra i protagonisti della 69° edizione del Festival di Sanremo, in gara con il brano "Rolls Royce", scritto da Lauro De Marinis e Davide Petrella, un pezzo irriverente, provocatorio e ironico

Cosa rispondi a chi accosta Rolls Roys a una canzone degli Smashing Pumpkins, ‘1979’? “Sono accuse che non mi riguardano”.

Innovatore e precursore di nuove tendenze musicali, artistiche ed estetiche, Achille Lauro è tra i protagonisti della 69° edizione del Festival di Sanremo, con il brano “Rolls Royce”, scritto da Lauro De Marinis e Davide Petrella, un pezzo irriverente, provocatorio e ironico. In primavera, a meno di un anno di distanza dal precedente lavoro in studio, uscirà per Sony Music Italy il nuovo album di inediti dell’eclettico artista romano.

A Sanremo hai portato un brano con sonorità rock che molti hanno paragonato a Bollicine di Vasco Rossi

Achille Lauro: “Vasco è il mio idolo e una grande fonte di ispirazione. In realtà questo brano è stato un insieme di stili tra moda e cinema ma il testo è originale. Mi piace creare senza subire contaminazioni o distrarmi.

Prima l’accusa di plagio. Poi le polemiche di chi sostiene che con i tatuaggi in faccia non si dovrebbe salire sul palco dell’Ariston. Ora quella sul titolo del brano che sarebbe anche il nome di una pasticca di ecstasy molto popolare tra gli adolescenti.

Achille Lauro: “Il tatuaggio nel 2019 non dovrebbe essere più taboo. Credo che tutti i pregiudizi siano sbagliati. Riguardo al titolo del brano, la Rolls Royce è l’icona principale e mondiale di eleganza, ed è a questo che mi sono ispirato. Quello che conta è che la canzone stia andando benissimo sui social e in radio.L’idea era portare una canzone in grado di parlare a un’audience più vasta e trasversale. E penso che ci siamo riusciti.

Nel testo citi fenomeni dello sport, dello spettacolo e del rock che hanno vissuto una vita tra eccessi e cadute rovinose. Da Amy Winehouse a Jimi hendrix

Achille Lauro: “Mi rapporto a loro da artista, hanno segnato la storia e vendono ancora dopo 40 anni. Abbiamo voluto creare un testo generazionale, perché tutti hanno diritto ad un’esistenza degna.

Sei considerato un rapper ma a Sanremo hai portato un brano rock

Achille Lauro: “Il palco di Sanremo non è il luogo giusto per il rap. Ho voluto approfittare di questa vetrina per sperimentare il nuovo filone rock. Sono contento che Baglioni sia stato coraggioso a portare la nuova musica sul palco. Ma Sanremo è un quadretto per un certo tipo di musica, mentre il rap appartiene all’underground. 

Nella serata dei duetti, ti esibirai con Morgan

Achille Lauro: “Morgan lo abbiamo conosciuto settimane fa, è un artista rock and roll. E poi volevamo una star e Vasco non sarebbe mai venuto“.

 

Autore dell'articolo: P. M.