L’ossessione della celebrità secondo Marco Mingolla

Ispirato al famoso programma Non è la Rai, il corto racconta l'ossessione del successo, una sindrome molto in uso in Occidente e che si sposa con i meccanismi celebrativi dei mass media

Ispirato ad una storia vera, Soubrette, interpretato da una splendida Lidia Vitale (La meglio gioventù, I nostri ragazzi, Suburra, The start Up), racconta come l’ossessione all’apparenza, la ricerca della notorietà ad ogni costo, del consenso degli altri, nasconda in realtà una profonda insicurezza ingigantita dalla solitudine, e da una società che ti chiede di essere sempre protagonista, visibile, cliccabile, condiviso. Il regista, Marco Mingolla, vincitore nel 2017, del premio South Eastern Cluster al Thailand Short Film Competition per Lotus, firma una fiaba onirica dai risvolti amari.

Lo spunto della storia viene dagli anni Novanta ai tempi di Non è la Rai di Gianni Boncompagni. Un programma che nel giro di pochissimi anni diventò un vero e proprio fenomeno di costume e contribuì a lanciare nel mondo dello spettacolo soubrette e attrici.

Il personaggio di Barbara è ispirato a una delle tante giovani fanciulle dalle gonnelline succinte e le frangette cotonate che hanno rappresentato un’epoca. Allontanata dagli studi televisivi per una brutta gaffe fatta in diretta nel ’92, Barbara, ormai ex farfallina, fa di tutto per tornare in auge ma senza successo. Dimenticata da tutti, oggi è una donna qualunque. All’improvviso una chiamata: un nuovo reality è alla ricerca di VIP del passato. Barbara scopre che sarà marionetta della redazione, ma pur di riavere i riflettori su di sè,  accetta di essere pasto di un pubblico famelico.

Accanto a Lidia Vitale che interpreta Barbara da adulta, un cast eccellente di attori. Blu Yoshimi, protagonista di  Piuma di Roan Johnson (in concorso alla 73 esima Mostra Internazionale del cinema di Venezia), è la figlia di Lidia Vitale. Nei panni dell’ingenua Barbara da giovane, troviamo Giulia Galassi, mentre nel ruolo della Farfallina Regina amica di Barbara e nel ruolo della produttrice televisiva senza scrupoli, l’attrice e doppiatrice Marit Nissen.

Il cortometraggio è stato in concorso nella categoria National Short al Rome Independent Film Fest ed è stato proiettato in anteprima nazionale il 17 novembre scorso durante il festival, presso il Nuovo Cinema Aquila a Roma. Attualmente è semifinalista al Los Angeles Cine Fest che si svolgerà il prossimo 26 gennaio.

Marco Mingolla classe 1994, si diploma presso la Roma Film Academy nel 2018, dopo aver frequentato il corso di Storia all’Università degli studi di Firenze.

È direttore artistico della manifestazione pugliese Ciné che ha l’obiettivo di portare il cinema nelle piccole città orfane di una sala cinematografica.

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Autore dell'articolo: P. M.