In un libro tutti gli stereotipi sugli immigrati

In libreria dal 17 maggio il nuovo libro del giornalista Jacopo Storni con prefazione di Emma Bonino. Un viaggio nell’Italia multiculturale tra immigrati di successo e borghi multietnici

L’immigrazione e l’integrazione oltre pregiudizi, stereotipi e luoghi comuniSi intitola “Siamo tutti terroristi” il nuovo libro del giornalista Jacopo Storni, con prefazione di Emma Bonino, in uscita domani 17 maggio per Castelvecchi Editore (copertina Alisa Martynova). Ventidue storie per raccontare l’Italia multiculturale tra immigrati di successo, famiglie multiculturali, borghi e città.

Nei telegiornali si parla di immigrazione solo in termini emergenziali. Immigrati significa profughi, rifugiati, delinquenti, terroristi. C’è però un’altra immigrazione, molto più numerosa, di cui nessuno parla. È quella degli immigrati imprenditori, avvocati, medici, ingegneri. Come Fuad, primario somalo; Dédé, avvocatessa togolese al Foro di Milano; Nelu, imprenditore edile romeno che costruisce le case dei vip. C’è un’Italia dove l’integrazione è già realtà: Baranzate, il comune più multietnico; Acquaformosa, dove i profughi salvano il paese dallo spopolamento; Campi Bisenzio, dove cinesi e italiani convivono. Nessuno lo dice, ma l’Italia è già un Paese multiculturale. Questo libro – edizione aggiornata e arricchita de L’Italia siamo noi – è un viaggio alla scoperta, tramite la voce dei protagonisti, delle vere ragioni dell’emigrazione verso l’Europa, spesso conseguenza di un invisibile crimine contro l’umanità, quello delle potenze occidentali ai danni dei popoli più deboli.

 

“Il libro – dice Storni – nasce da una frustrazione, quella di vedere rappresentati gli immigrati sempre nello stesso modo: immigrati uguale profughi, poveracci, delinquenti, terroristi. Giusto raccontare queste categorie, ma sarebbe giusto non dimenticarsi di tutti gli altri immigrati, che sono la stragrande maggioranza: lavoratori, imprenditori, ingegneri, medici, architetti. Finché i media racconteranno gli immigrati sempre nello stesso modo, l’immigrazione sarà percepita soltanto come minaccia, invece che come risorsa. E’ importante andare oltre le apparenze, oltre la superficie dei pregiudizi, per raccontare le storie dell’altra immigrazione, quella degli stranieri che contribuiscono al nostro Pil e quella dei luoghi dove l’integrazione non è un fatto di cronaca nera, ma realtà conclamata”.

“Come diceva Marco Pannella, su certe questioni bisogna avere il coraggio di essere impopolari, per non diventare antipopolari nella sostanza – ha scritto Emma Bonino nella prefazione del libro – Bisogna avere il coraggio di dirlo: l’immigrazione è una risorsa, abbiamo bisogno degli immigrati. E dirlo una volta per tutte: siano benedetti i sei milioni di immigrati regolari residenti nel nostro Paese… Invece che aiutarli a casa loro, io dico un’altra cosa: aiutateci a casa nostra”.

Autore dell'articolo: Monica Straniero