Il curriculum del direttore d’orchestra

Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno proposto un tecnico, Giuseppe Conte, a Sergio Mattarella. Il possibile futuro premier è solo l'ultimo di una lunga lista di tenici che negli ultimi anni si sono avvicendati alla guida dell'Italia

È stato individuato il direttore d’orchestra, cioè l’esecutore del programma di governo, cioè del contratto tra M5S e Lega. Si tratta del prof. Giuseppe Conte.  «Oltre ad essere un professionista di altissimo profilo è una persona che viene dalla periferia di questo Paese”, aveva detto ai giornalisti, fuori dal Quirinale, Luigi Di Maio. “È cresciuto a San Giovanni Rotondo, si è fatto da solo. Si è battuto non solo per un rigore dal punto di vista legale ma anche dal punto di vista morale. È uno tosto, lo conoscerete se il presidente riterrà di sciogliere la riserva su di lui”, ha concluso il leader dei 5 Stelle.

Per Salvini, Giuseppe Conte è la persona giusta per far crescere l’Italia e rendere stabile il lavoro. “Contiamo di lasciare ai nostri figli un paese lavoro, maggiore indice di sicurezza, meno tasse, meno burocrazia e più lavoro. Puntiamo a far crescere l’economia italiana per ridurre il debito. Siamo pronti, aspettiamo le indicazioni del presidente, non vediamo l’ora di partire, noi siamo pronti e contiamo che lo siate anche voi”

Spulciano il Cv di Conte si legge che è docente di diritto privato e componente del Comitato scientifico della Fondazione Italiana del Notariato, ha fatto parte del CdA dell’Agenzia Spaziale Italiana e nel 2013 il Parlamento lo ha designato come componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa. Quando Luigi Di Maio aveva presentato la sua squadra di governo nel caso in cui M5S avesse vinto le elezioni, era stato scelto per il ministero della Pubblica amministrazione, de-burocratizzazione e meritocrazia.

Vari riscontri indicano che lo stimato collega avrebbe invece gonfiato il suo curriculum con frequenze di prestigiose università straniere che per lo più non confermano. Qualcuno grida allo scandalo, altri giudicano il pompaggio del cv un peccato veniale. Forse, in altri paesi, avrebbero prevalso i primi costringendo Conte a farsi da parte. Da noi penso che prevarranno i secondi.

Però la credibilità del professore ne resterebbe intaccata. Proporrei, a chi lo può fare, di affidare l’incarico di provare a formare il nuovo governo ma solo tra due settimane e richiedergli che usi questo tempo per visitare effettivamente quelle università. In tal caso, il perdono per il peccatuccio sarebbe almeno condizionato a una riparazione ex post.

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