Gli orti urbani: aree verdi da sottrarre all’abusivismo edilizio, alla speculazione ed all’inquinamento ambientale.

Gli orti urbani è un progetto che si rivolge a tutti coloro che, possiedono delle aree verdi da destinare all' “arte del coltivare” nel rispetto della memoria storica dei luoghi e delle regole “etiche”

Chi non ha mai pensato o detto, come nel famoso testo di Toto Cotugno, “voglio andare a vivere in campagna”? Beh, oggi questo si è fatto molto più semplice, se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto, ossia anche se non possiamo trasferirci tutti in campagna o avere tutti terra da coltivare, ci permette di trasportare parte della campagna nelle nostre abitazione cittadine.

Si tratta dei cosiddetti “Orti Urbani”. Per definizione gli orti urbani sono spesso spazi verdi di proprietà comunale di dimensioni variabili, che il comune affida ai cittadini per tempi più o meno lunghi.  Sempre più spesso vengono usati come aggreganti per ragioni di natura sociale, ma vi è anche un occhio rivolto alle generazioni future, dimostrando che è possibile avere una città più eco-sostenibile e verde.

Ma tralasciando i più o meno grandi spazi affidati dal comune, si sente parlare dalle persone di aver coltivato piante sul proprio balcone o nel proprio giardino. Molte volte questo è dovuto all’idea di vivere lo spazio all’aperto e avere anche un ritorno di natura alimentare. Il sapore di un pomodoro coltivato ha tutt’altro sapore di uno comprato. Il dedicare del tempo a qualcosa che cresce, dona sempre un giovamento allo spirito, permette a chi ha famiglia di aggregarsi attorno a qualcosa di proprio, potendo scegliere che cosa piantare/mangiare. Alcuni ricerche effettuate negli ultimi anni, dimostrano come questo fenomeno ha raggiunto numeri importanti a cui bisogna prestare attenzione, si parla di quasi il 47% degli italiani che coltiva spazi verdi, giardini o balconi, con motivazioni diverse : per la migliore qualità del cibo, per il crescente interesse verso l’ambiente, e ovviamente per un risparmi sul budget familiare.

Ma cosa serve per poter iniziare quest’avventura?

Chi ha la fortuna di avere un terrazzo o un balcone o un giardino già parte avvantaggiato, chi non dovesse avere questa possibilità può sempre rivolgersi al comune di competenza e chiedere informazioni sugli orti urbani nella propria città.

Dato che la maggior parte delle persone che si avvicina a quest’attività, il più delle volte non è un agricoltore, il primo consiglio è sicuramente quello di scegliere un numero limitato di piante da coltivare, regolandosi bene sul tempo che si ha a disposizione. Non bisogna fare lo sbaglio, presi dall’euforia per la nuova attività, di piantare tutto ciò che è coltivabile, ogni coltura ha bisogno del suo tempo e delle sue attenzioni. Magari una volta che siete diventati più pratici, potete ampliare le colture.  Il secondo consiglio, per chi si appresta a quest’attività, è creare un’area sul balcone o nel giardino per il compost. Molte municipalità, offrono la possibilità di sconti sulle tasse della spazzatura e offrono anche un contenitore per il compostaggio. Questa pratica, offre oltre ad un leggero risparmio, anche la possibilità di avere dell’ottimo concime naturale per fertilizzare le vostre piante. Terzo consiglio: la scelta dei semi o delle piante. Per chi non è avvezzo a queste cose, io consiglio di recarsi presso il proprio vivaio di fiducia e acquistare le piantine che si vuole piantare, si velocizza il tutto e si evita il trauma se non dovesse nascere nulla dai semi.  Una volta che si è arrivati a questo punto, il quarto consiglio è quello di informarsi sulle tecniche di allevamento della singola specie. Le piante anch’esse si suddividono in macro famiglie e all’interno di esse ognuna ha delle sue particolarità per fruttificare al meglio. Ad oggi online si trovano numerosi siti che trattano di questi argomenti, quindi non sarà difficile trovare quello adatto alle vostre esigenze.

Come vedete bastano pochi accorgimenti per poter iniziare quest’entusiasmante occupazione.

Buon lavoro!

 

 

 

Autore dell'articolo: Redazione