Caos istituzionale, i politici italiani immaginati nei film

Tutti contro tutti. I nervi saldi che mancano alla politica fanno solo confusione. Sembra di assistere ad un film di fantapolitica

In questo momento di massima confusione, in cui ad ogni minuto pare cambiare scenario,  per non perdere la bussola bisogna provare a restare lucidi. Quel che serve meno di ogni altra cosa è trasformare l’estate rovente che ci aspetta, orfana peraltro della Nazionale italiana ai Mondiali di calcio, in una attesa snervante di identificare i contorni una vicenda politica polarizzata e frammentata. E se i protagonisti dell’intero circo mediatico-politico a cui siamo  sottoposti da mesi, fossero personaggi di un film?

Ecco allora le nostre idee cinematografiche.

Scenario complessivo

Un titolo su tutti: Ricomincio da capo. Ricordate il film in cui Bill Murray ogni mattina si svegli e celebra il ‘giorno della marmotta’? Ecco, all’87esimo giorno post elezioni non avete anche voi la sensazione del ripetersi delle giornate?

Carlo Cottarelli

Il film che meglio si associa al tecnico chiamato a proporre un governo senza nessuna speranza è “La cena dei cretini”, pellicola francese scritta e diretta da Francis Veber dove uno sconosciuto viene invitato al tavolo per essere preso in giro, anche se poi non è così. Ovviamente lui interpreterebbe François Pignon.

Giuseppe Conte

Per il premier proposto abbiamo pensato a “The imitation game”, dove il protagonista Alan Turing (Benedict Cumberbatch) è un giovane matematico geniale a capo di un gruppo di brillanti collaboratori. Ma come segnalato dal sito mymovies nella specifica recensione “il focus del film non è tanto l’attività portata avanti, quanto la personalità ed il drammatico destino del protagonista, che vive un contrasto tra la totale sicurezza con cui affronta da vincente “tutto ciò che si può calcolare” e la sua incapacità di comprendere e gestire altri codici apparentemente trasparenti per tutti meno che per lui”.

Luigi Di Maio

Molto in dubbio la scelta su quale film associare al leader del Movimento. La scelta, non unanime, vedeva la divisione tra Forrest Gump (sul quale non precisiamo gli ovvi motivi) e “Dave, presidente per un giorno” in cui il titolare di un ufficio di collocamento Dave Kovic (interpretato da Kevin Kline) si ritrova per caso alla Casa bianca. E, seppur nello scetticismo generale, realizza il sogno.

Matteo Salvini

Anche in questo caso la scelta non è facile. Abbiamo pensato a Sesso e potere, il film di Barry Levinson dove viene simulato un conflitto bellico per distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica dal presidente. Il dubbio è se la sua parte è più vicina al Robert De Niro spin doctor senza scrupoli o all’abile produttore Dustin Hoffman. Ma potrebbe interpretare entrambi…

Paolo Savona

Un soggetto cinematografico associabile al professore proposto per il ministero dell’economia potrebbe essere “K-Pax – Da un altro mondo”, non tanto perché il personaggio di Prot sia vicino caratterialmente, ma perché considerato soggetto pericoloso che, peraltro, afferma di venire da K-Pax, un pianeta situato nella costellazione della Lira

Silvio Berlusconi

Per lui un nome su tutti: Il Keyser Soze de “I soliti sospetti”. Sarà anche passato del tempo dalla sua discesa in campo ma lui è sempre lì, dietro le quinte, mentre davanti c’è il suo alter ego malmesso. I riflettori sono per gli altri ma lui resta il villain perfetto.

Matteo Renzi

Il pensiero è andato a quei film in cui il personaggio è sempre presente. Protagonista, antagonista, dietro le quinte, dinanzi ai riflettori. Allora, senza entrare in valutazioni politiche, lasciamo a voi la scelta tra i personaggi di Darth Vader e Obi One Kenobi della saga stellare “Star Wars” e di decidere da che lato della forza stare (e posizionarlo).

Sergio Mattarella

Il primo film che ci è venuto in mente da associare al Presidente è “Salvate il soldato Ryan” per quell’idea che, nella catastrofe generale, si rischi la vita per salvare qualcosa. I soldati protagonisti del film di Steven Spielberg non sono integerrimi e forse sbagliano pure, ma si mettono in gioco per portare avanti un obiettivo in cui credono.

Comunque di pellicole associabili ce ne sarebbero eccome, ultima in ordine di tempo quel Dogman in cui il vincitore come miglior attore a Cannes, Marcello Fonte “si illude di aver liberato non solo se stesso, ma anche il proprio quartiere e forse persino il mondo. Che invece rimane sempre uguale, e quasi indifferente”. Parole di di Matteo Garrone.

Insomma, la sfida è lanciata. A voi la parola evitando di essere banali però. Perché paragonare il tutto ad “Un giorno di ordinaria follia” sarebbe un ‘offesa alla vostra intelligenza, non credete?

Autore dell'articolo: Redazione