Addio a Ermanno Olmi, regista del capolavoro “L’albero degli zoccoli”

E' morto Ermanno Olmi. Il regista nella sua lunga carriera ha raccontato il quotidiano e la vita ai margini

Nella notte tra domenica e lunedì si è spento vicino ad Asiago un altro grande dei Maestri del cinema del ‘900, Ermanno Olmi.
Aveva 89 anni e da tempo lottava contro una malattia che spesso non lascia scampo. Ha chiuso af Asiago il suo ultimo passaggio terreno e la Terra che tanto amava saprà accoglierlo come si deve. Ermanno Olmi era il regista della dimensione umana, della risonanza con la Natura e la cultura contadina, tanto da vincere nel 1978 la Palma d’Oro a Cannes per il suo “L’albero degli zoccoli”.
“Eravamo come fratelli con lui” dice Paolo Taviani che di recente ha perso il fratello Vittorio. “Venivamo da formazioni differenti ma eravamo vicini al suo stile tra documentario e religioso”.
Molte le parole di cordoglio espresse dai politici come Paolo Gentiloni e Dario Franceschini che lo definiscono come uno dei grandi maestri della cultura del nostro paese

E’ stato un innovatore, portando per la prima volta al cinema il dialetto come lingua. Ha filmato la vita autentica degli operai e dei contadini. Con “La leggenda del Santo Bevitore” , un racconto della ricerca per la redenzione, ha vinto il Leone d’oro alla Mostra di Venezia nel 1988. Nel 2008  a Venezia è stato celebrato con il premio alla carriera.
Era nato nel 1931 a Bergamo, domani però sarà Asiago con il sindaco Rigoni Stern a rendergli gli ultimi omaggi terreni.

Autore dell'articolo: Elena Dal Forno

Elena è giornalista dal 1994. Si occupa di vita in generale, cinema, arte, tennis, cucina vegana. Quando non è al cinema è in viaggio. Spesso la cosa coincide.