Olimpiadi Invernali:i giochi delle mille regine (e solo tre re)

Si sono chiusi i XXIII Giochi olimpici di Pyeongchang 2018. Quelli coreani saranno ricordati per gli incredibili record fatti segnare al femminile, laddove sono stati pochi i fuoriclasse distinti in campo maschile

Come per la prima parte dei giochi ( https://thespot.news/2018/02/giochi-olimpici-la-prima-settimana-tra-conferme-e-delusioni/ ), vale la pena fare un riassunto di quanto accaduto nella seconda settimana, per ricordare le imprese fuori dal comune.

Menzione d’onore

Ester Ledecka ha scritto una pagina di storia dello sport. L’atleta della repubblica Ceca ha stabilito un primato unico ottenendo nella stessa edizione due medaglie d’oro in due discipline diverse. Non era mai successo, mai, considerando – dagli anni Cinquanta in poi – anche gli uomini e le olimpiadi estive. Questo grazie al sorprendente trionfo in Super G nello sci alpino e al successivo successo (più prevedibile, ma non per questo meno brillante) nel gigante parallelo di snowboard. L’atleta simbolo di questi giochi è certamente lei.

Record

La norvegese Marit Bjoergen conquistando la 30 km a tecnica classica nello sci di fondo ha ottenuto la sua ottava medaglia d’oro olimpica. Con questa impresa, perché dopo i 35 anni vincere per distacco una gara così dura è davvero qualcosa di straordinario, diventa l’atleta più medagliata nei giochi invernali, eguagliando altri due campioni ma superandoli per numero di medaglie ottenute. Questo perché, agli 8 ori aggiunge anche 4 argenti e tre bronzi per un totale di 15 podi.

Baby prodigio

Per quelli come me, convinti che se Carolina Kostner – anche questa volta grande interprete e in grado di regalare emozioni uniche, sia mentre pattina che quando, commossa, dice che a 31anni per lei rialzarsi dalle cadute è la cosa più importante – fosse stata più bassa di altezza (e per questo più leggera nel peso per fare certi salti con meno fatica) non avrebbe avuto rivali, scoprire nel 2016 Evgenia Medvedeva significava trovare una nuova padrona del ghiaccio. Ebbene, in soli due anni la zarina 18enne ha dovuto cedere lo scettro ad una compagna di squadra di tre anni più piccola: il suo nome è Alina Zagitova e quest’anno è stata capace di abbinare il titolo mondiale a quello olimpico con tanto di record del mondo di punteggio. Se vi capita guardate danzare queste due russe (prima e seconda nella graduatoria ma che hanno ottenuto una perfetta parità di punteggio, escludendo gli aspetti artistici), non ve ne pentirete.

Discesiste

Sofia Goggia e Linsday Vonn hanno monopolizzato i media. L’azzurra per aver vinto, prima italiana a riuscirci, l’oro nella discesa libera, l’americana perché è un personaggio a tutto tondo e anche in una edizione per le con ben pochi successi, è sempre capace di distinguersi. Basti solo ricordare che, caduta nella combinata e, dunque fuori dai giochi laddove era favorita, si è presentata sul parterre per stringere la mano alle tre atlete medagliat,e scatenando il tripudio della folla che le ha tributato un applauso superiore a quello per chi ha vinto…

L’orgoglio dei fantasmi

La Russia è stata bandita dai giochi per lo scandalo doping. Ciononostante i suoi atleti senza bandiera hanno vinto l’oro dell’hockey ghiaccio e, contro ogni regola imposta dal Cio, durante la premiazione, si sono messi a cantare le note dell’inno nazionale. Come biasimarli? Era dal 1992 che la nazionale di Mosca non arrivava così in alto.

Azzurre

Si chiamano Arianna Fontana e Michela Moioli e sono le due italiane, oltre la Goggia, ad aver vinto un oro. Se per la 22enne Moioli auspichiamo si tratti della prima volta di una lunga serie, per la Fontana è il suggello che la rende, seppur parimerito, quale atleta più medagliata al mondo nello short track. Chapeau

Signore delle nevi

La tedesca Natalie Geisenberger nello slittino si conferma la migliore sia nel singolo che a squadre, bissando i titoli ottenuti quattro anni fa. Come lei, l’inglese Lizzy Yarnold, che fa la stessa cosa della coetanea bavarese, ma nello skeleton.

Coppie

I canadesi Tessa Virtue e Scott Moir hanno ottenuto un primato: primi a Vancouver 2010, secondi a Sochi 2014, oro a PyeongChang 2018: nella storia della specialità solo un’altra coppia era stata capace di conquistare due titoli a cinque cerchi. Peraltro, il testa a testa con i francesi Gabriella Papadakis e Guillaume Cizeron, compagni di allenamento, è stata magnifica e decisa solo da una differenza di 79/100 di punto, con entrambe le coppie che hanno ritoccato il record mondiale. E i francesi possono perfino reclamare contro la sorte che ha obbligato lei a combattere con un problema al costume che l’ha tradita durante il programma corto.

Tre re…

Vincitori tanti. I personaggi sopra le righe che si sono distinti nella seconda settimana di gare però si possono ridurre a tre, capaci di confermare la loro supremazia nella propria specialità. In primis il francese Martin Fourcade vincitore di tre ori nel biathlon. In particolare, la sua rimonta nella staffetta mista, dove da solo ha recuperato oltre 30 secondi di distacco con un sensazionale percorso netto, ha esaltato i francesi, alcuni dei quali lo vorrebbero all’Eliseo… Nei 5000 metri dello speed skating si conferma l’olandese Sven Kramer, al terzo oro olimpico in questa specialità, cosa mai riuscita a nessuno. Senza dimenticare lo sciatore svizzero Marcel Hirscher, dominatore della Coppa del Mondo, la settima per lui, che ha raccolto due titoli tra combinata e slalom gigante (anche se è mancato nello slalom).

… e un imperatore

Yuzuru Hanyū nel pattinaggio artistico ha confermato il titolo olimpico di Sochi, con una doppietta mai riuscita dal 1952. Ed è l’unico ha fare un quadruplo toe loop. Non sapete di cosa parliamo? Vale la pena andare a scoprirlo!

Outsider

Tanti come sempre i protagonisti inattesi che si sono ritrovati a vivere il giorno perfetto. Tra loro, chi meglio del team statunitense di curling? Hanno vinto un oro impronosticabile, con una squadra di dilettanti capace di battere potenze di questo sport, del calibro di Svezia e Canada. E pensare che la federazione nazionale, non credendo in loro, gli aveva tagliato il budget, costringendoli a pagarsi da sé parte delle spese di viaggio…

Il prossimo appuntamento con le Olimpiadi invernali è per Pechino 2022. #Tuttosommato ne vale sempre la pena!

 

Autore dell'articolo: Marco Michelli