L’incantesimo di Monica Vitti

Finalmente Roma torna a omaggiare Monica Vitti, la sua diva più moderna, la rivoluzionaria più dolce del nostro immaginario

È il 1968 e Monica Vitti, cui tempo prima una maliziosa Oriana Fallaci aveva implorato di spiegarle cosa fosse l’alienazione, esplode come Assunta, una umile figlia di Sicilia sedotta, abbandonata e trasmigrata nella swingin’ London, ne La ragazza con la pistolaÈ un’epifania, la nascita di una nuova stella, diversa e brillante. Da lì la Vitti diventerà la regina di un genere dominato storicamente dagli uomini. La vediamo recitare a fianco di tutti loro: Gassman, Tognazzi, Manfredi, Mastroianni, in film memorabili di Monicelli, Scola, Risi, Loy, Salce, Fondato, Di Palma. E naturalmente la vediamo a fianco di Alberto Sordi, re della commedia che l’ha eletta per sempre a sua compagna ideale di film, di gioco, in titoli proverbiali come Polvere di stelleAmore mio aiutamiIo so che tu sai che io so…. Una sorta di ‘corrispondente’ femminile di Sordi. Come per lui del resto, che non è associabile a uno o più registi, le commedie che qui vediamo immortalate appartengono a un genere particolare, non classificato nei libri: sono ‘film con Monica Vitti’. Non solo un’attrice, ma una creatrice dei film che interpreta.

Una scena del film: Amore mio aiutami di Alberto Sordi
Una scena del film: Deserto Rosso di Michelangelo Antonioni

 

Monica Vitti si può considerare forse l’ultima grandissima diva del nostro schermo, amata da spettatori di età, sesso, gusti cinematografici diversi. Ognuno ama  la ‘sua’ Monica Vitti. L’attrice romana ha unito le due anime divise del nostro cinema più grande: quella d’autore, il cinema d’impegno e linguaggio, e la Commedia all’italiana. Due anime troppo spesso scisse, conflittuali, che in lei si incarnano, con naturalezza, in un unico corpo. In questa sintesi Monica Vitti è stata ed è un’attrice unica, attraverso decine di incarnazioni diverse: personaggi, trasformazioni, svolte di carriera, Teatro, Cinema, TV, copioni, canzoni… Pubblici diversi, anche, per cui è presenza di volta in volta raffinata e popolarissima.

Una scena del film: Le fate di Mario Monicelli, Mauro Bolognini, Luciano Salce, Antonio Pietrangeli

La sua lunga distanza dalle scene, dall’apparizione pubblica, ha paradossalmente prolungato il suo incantesimo, e la diva e la donna sono incredibilmente presenti nell’immaginario di questo 2018.

Ora una mostra fotografica e multimediale, La Dolce Vitti, ideata e realizzata da Istituto Luce Cinecittà, che apre al pubblico a Roma al Teatro dei Dioscuri al Quirinale dall’8 marzo al 10 giugno 2018, per la cura di Nevio De Pascalis, Marco Dionisi e Stefano Stefanutto Rosa, racconta le diverse forme di questa presenza, in 40 anni di spettacolo, decine di film, teatro, TV, costume, cultura alta e popolare, e regala le tracce di questo incantesimo. Un’esposizione immersiva, dai primi anni della formazione al Teatro, dal doppiaggio al Cinema, dalla musa di Antonioni alla regina della commedia, dalla televisione ai ‘suoi’ film d’autrice. Tra magnifiche fotografie provenienti da archivi pubblici e privati, installazioni audio e video, filmati d’archivio e brani autobiografici, testimonianze e proiezioni di film.

Una scena del film: Fai presto ad uccidermi…ho freddo di Francesco Maselli.

Autore dell'articolo: Monica Straniero